La casa invernale dell'orso

La casa invernale dell'orso
Siamo alla fine dell’estate, inizia a fare fresco e l’orso si comporta in modo bizzarro. Raccoglie rami e piccoli tronchi, cerca del muschio morbido e… canticchia! I suoi amici, la gallina, il maiale, lo scoiattolo e il riccio iniziano a preoccuparsi e vogliono sapere cosa sta succedendo. L’orso, con tanto di progetto in mano, gli spiega di volersi costruire una casa invernale per il lungo letargo; è stufo di svegliarsi in inverno a causa del freddo. Poi li invita ad aiutarlo per condividere la casa. Gli altri animali però lo ritengono uno stupido (la parola compare davvero nella storia e i bambini si sganasciano dalle risate quando la sentono pronunciare) e se ne vanno. Orso prosegue il suo lavoro da solo e quando arriva il freddo ed il vento soffia forte, lui dorme beatamente sdraiato su un letto di soffice muschio. Lo scoiattolo invece ha freddo nel suo solito nido di rami in cima ad un albero; così come il riccio, perché le foglie umide volano via e non lo riscaldano; pure il maiale è infelice perché il vento gli ha portato via tutta la paglia e la gallina ha preso il raffreddore. Alla fine i quattro animali non ce la fanno più, camminano fino alla casa dell’orso e gli chiedono di poter entrare. L’orso, che è molto gentile, li accoglie al calduccio e li invita a dormire insieme a lui, ma a questo punto… fa troppo caldo per dormire e gli amici iniziano a giocare, a cantare, a ballare per tutto ottobre e novembre e dicembre e gennaio e febbraio e… arriva marzo! Con la primavera gli animali escono al sole, ma l’orso invece ha ancora sonno, perciò smonta la sua casa invernale pezzo per pezzo e decide di rimontarla all’altro capo della foresta.
Il libro ha un formato medio ed un impianto piuttosto classico e semplice, animato da protagonisti animali che raccontano una storia di amicizia e di altruismo, di gentilezza e di rispetto (c'è, tra l'altro, un riferimento chiarissimo a La cicala e la formica, ma il finale è completamente diverso!). Qualità rare al giorno d’oggi, ed è bello ritrovarle in un albo per bambini! Ma ce n'è anche per l'adulto, che si immedesimerà in questo grosso orso gentile che non si arrabbia mai, ed accetta di condividere con gli amici senza dire “Te l’avevo detto!”, come sa fare un papà con il suo piccolo o un insegnante con i suoi alunni. Le tavole di Quentin Blake, grande maestro dell’illustrazione per l’infanzia (quello dei libri di Roald Dahl), viaggiano in parallelo con il testo irriverente e ironico dell’autore John Yeoman, addolcendolo in alcuni punti, ma rispettandone freschezza e disinvoltura. Un plauso alla casa editrice indipendente Camelozampa che ha deciso con coraggio di riproporre capolavori come questo (la cui prima edizione in Gran Bretagna è datata 1969), presentandoli in una veste aggiornata e scommettendo sulla sensibilità "estetica" del pubblico dei piccoli lettori (e dei loro genitori). Oltre a proporre titoli di qualità, Camelozampa è molto attenta a tutto il processo editoriale, dai contenuti ai materiali, e i suoi libri sono a “km 0” perché stampati in loco.

 

 

 

 
 
 
 
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