La casa sull'altura

La casa sull'altura
Su un altura fatta di ulivi e di fichi d'india c'è una vecchia casa abbandonata. Chissà quanti anni sono che non ci abita più nessuno, che nessuno apre quelle credenze che hanno i vetri rotti e che nessuno si siede su quelle sedie spagliate. Si sentono solo lo scricchiolare del legno provocato dai tarli e dai topolini che fanno su e giù sul vecchio pavimento. Ogni tanto qualche uccello sbatte le ali vicino al soffitto che adesso è pieno di ragnatele. Finché un giorno non arriva un ragazzino, ha giusto un po' di peluria sulle mascelle. Poggia una mano sulla maniglia della porta e la apre. Sembra spaventato, ma anche i piccoli animali che popolano la casa non stanno tanto tranquilli e corrono tutti a rintanarsi. Poi il bambino poggia la testa sulle ginocchia e si addormenta. Adesso gli animali possono essere un po' più rilassati, si avvicinano e iniziano ad osservare il loro piccolo ospite...
Non capita sempre, ma questa volta, mentre si è seduti comodi in poltrona, è impossibile non staccare un attimo l'occhio dalla pagina, allontanare il grosso libro che fino a quel momento era poggiato sulle ginocchia, e iniziare a osservarne le illustrazioni come uno spettatore farebbe di fronte a un quadro. Simone Massi, illustratore e autore soprattutto di importanti corti di animazione, compone una splendida sequenza di tavole capaci di materializzare sulla pagina il silenzio della casa abbandonata dove il ragazzino protagonista della vicenda si rifugia. I disegni, tutti in bianco e nero, acquistano significato grazie al contrasto tra chiaro e scuro, alle figure riempite dai tanti piccoli tratti che compongono le illustrazioni, come incisioni sulla materia. In questo modo i disegni, sempre molto espressivi e ordinati in sequenze quasi cinematografiche, sembrano in continuo movimento. Simone Massi riesce ad infondere alle figure la stessa nostalgia che i testi di Nino De Vita, importante poeta di origine siciliana, trasmettono al lettore. Il racconto è la traduzione in italiano di una lunga poesia scritta in siciliano e riportata alla fine del libro. Le parole infatti, che nel libro non si sovrappongono mai ai disegni, si dispongono sulla pagina come dei versi. Rime e assonanze, un lessico ricercato, sono gli elementi che compongono la lunga treccia di parole che si snoda lungo le pagine (piacevoli anche da toccare e da odorare) a raccontare la storia di un mondo lontano, quello contadino, della natura in armonia con l'uomo, come fa notare anche Goffredo Fofi nella postfazione, che un adolescente riporta in vita per qualche istante.

 

 

 

 
 
 
 
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