La cicala e la piccola formica

La cicala e la piccola formica
L’inverno è arrivato, e per la povera cicala è improvviso e inaspettato. Così si ritrova, suo malgrado, a far conoscenza con la neve, fredda e di nessuna parola, e con la necessità di trovare un rifugio prima che cali la notte. Parte così l’avventura della cicala Canzone che con il suo fedele violino in spalla va alla ricerca di un posto caldo e di cibo. Incontra il Passero Campestre che gli dona un chicco di grano, poi il Sorcio Campestre con il quale baratta il chicco di grano per un filo d’erba fresco. Non gli nega il suo aiuto neppure la Civetta, che oltre a regalargli una morbida piuma con la quale coprirsi, suggerisce alla sfortunata cicala di provare a chiedere rifugio alle formiche. E così Canzone si dirige speranzosa verso il formicaio, ma non riceve l’accoglienza che si aspettava, anzi, le formiche appena scoprono chi bussa alla loro casa gli chiudono la porta in faccia. La cicala non demorde e alla fine una compagnia di piccole formichine l’accoglie canterina in casa, tra il disappunto delle formiche adulte che quella cicala proprio non la tollerano! Ma le formichine vogliono “una favola diversa”, perché “a questo mondo ci sarà posto sempre e ovunque per ogni creatura”.
Il racconto dello scrittore e poeta bosniaco è una rielaborazione della favola di Esopo “La cicala e la formica”. Con un sorprendente finale e con l’aggiunta di poche parole rispetto all’originale, Božidar riesce a stravolgere la morale e a rendere questa favola attuale e significativa. Se Esopo voleva insegnarci che con la negligenza non si ottiene niente, e che alla fine solo chi si impegna e si fa furbo va avanti, Božidar ci insegna invece che il mondo è bello perché è vario: ognuno ha gli stessi diritti di vivere degli altri, ed è solo imparando a rispettarci che possiamo affrontare e superare le difficoltà. Un chiaro messaggio di intercultura, dove non conta ciò che sei (cicala o formica) ma ciò che di diverso puoi offrire (musica al posto di ospitalità). Ed a insegnarcelo come sempre è la trasparenza e l’ingenuità di un piccolo, che non vede la diversità in chi gli sta di fronte, ma solo un’altra creatura bisognosa di aiuto.
Un libro adatto a bambini dai 5-6 anni, di grande formato e arricchito dalle belle illustrazioni di Dušan Kállay, forse il più noto disegnatore slovacco a livello internazionale, che riempiono le pagine e sanno rendere la cicala umana e simile a chiunque (di Kállay andatevi a cercare il suo “Alice nel paese delle meraviglie”, un prova straordinaria di forza creativa); ma è un libro anche per gli adulti, perché non è mai troppo tardi per lasciare da parte i pregiudizi e imparare a rispettare gli altri.

 

 

 

 
 
 
 
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