La città

La città
Le scimmie, è risaputo, sono curiose: non si dice, appunto, “essere curiosi come una scimmia”? E una scimmietta vissuta da sempre nella giungla non desidera altro che andare alla scoperta della città, giungla fatta di ben altri suoni, odori, colori e abitanti. Un'ultima occhiata alla giungla ed eccola scendere da una barca e addentrarsi tra le architetture della città, rubare una banana che è in realtà solo l'ornamento di un buffo cappello da signora, fare le bolle, prendere l'autobus,  attraversare ponti che danno su strade trafficate. “Non ci si rende conto di quanto sia bello viaggiare finché non si torna a casa e si posa la testa sul vecchio, caro cuscino” diceva lo scrittore cinese Lin Yutang e così deve pensarla anche la scimmia che, soddisfatta delle sue perlustrazioni, decide che sì, è ora di tornare a casa, nella sua di giungla...
La città, come si legge in quarta di copertina, è “un racconto senza parole, Leggere sono volate via la prima volta che il libro è stato aperto”. Sono così rimaste solo le ombre delle immagini, silhouette che si stagliano vivide, perché ben delineate, ma generose, perché lasciano spazio alla fantasia di chi sfoglia il libro di completarle e arricchirle. Tra i bianchi e i neri degli sfondi e delle immagini emerge un unico dettaglio colorato,  un cordoncino rosso che attraversa il libro ma lo attraversa per davvero, concretamente, e che puntella l'intera avventura. È la liana con cui la scimmia si lancia da un albero all'altro, è il ponticello con cui dalla barca approda alla terra ferma, è il filo a cui dei panni sono appesi ad asciugare, è la cannuccia con cui soffiare bolle di sapone. È tutto questo e tanto altro, è tutto quello che il lettore vuole continuare a immaginare.

 

 

 
 
 
 
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