La città delle Bestie

La città delle Bestie
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Da qualche parte in California. Alexander Cold è un ragazzo di quindici anni di famiglia borghese. Suo padre, John, è un medico oltre che un famoso scalatore mentre sua madre, Lisa, è da mesi affetta da un tumore che non fa altro che peggiorare, a tal punto che il marito decide di ricoverarla in una clinica, dove resterà forse a lungo, o peggio senza uscirne mai più. Le due figlie più piccole, Andrea e Nicole, andranno a stare dai nonni materni, mentre Alexander, nonostante le vibranti proteste, raggiungerà a New York sua nonna paterna Kate, giornalista dell’International Geographic. Una volta atterrato, il giovane non fa in tempo a mettere piede nella Grande Mela che viene derubato, ma finalmente riesce a raggiungere l’appartamento di sua nonna, che lo informa dell’imminente viaggio: di lì a poco partiranno alla volta dell’Amazzonia per un reportage su una fantomatica Bestia, avvistata in un luogo remoto tra il Brasile ed il Venezuela, una creatura misteriosa che si dice essere alta più di tre metri e sprigionare un odore che fa rimanere paralizzati gli sfortunati che si imbattono in lei. Imbarcatisi per il Brasile, i due arrivano a Manaus, dove hanno modo di conoscere i loro compagni di viaggio: i fotografi Timothy Bruce e Joel González, il famoso ed arrogante antropologo Ludovic Leblanc, la guida brasiliana César Santos assieme a sua figlia Nadia, la dottoressa Torres, l’indio Karawake, il capitano Ariosto e l’imprenditore Mauro Carías, sul quale girano però delle brutte storie...

Dedicato ai suoi tre nipoti Alejandro, Andrea e Nicole (i cui nomi corrispondono nel racconto ai figli di Alexander e Lisa Cold) che le “hanno chiesto questa storia”, La città delle Bestie, pubblicato per la prima volta nel 2002, è il primo romanzo della saga de Le avventure di Aquila e Giaguaro. L’autrice è la cilena naturalizzata statunitense Isabel Allende, sulla cui vita e caratura letteraria non è necessario spendere parole, anche perché Mangialibri le ha già dedicato uno Speciale. Oltre che la tenera risposta di una nonna scrittrice ad una richiesta dei suoi nipoti, il romanzo è un tentativo (riuscito pienamente) di avvicinare i più giovani alla lettura, oltre che una corroborante pausa da una scrittura seria, impegnata, da adulti. Ma attenzione, ciò non significa che questo sia un romanzo da prendere sotto gamba, anzi. La città delle Bestie è infatti una piccola enciclopedia: c’è spazio per la geografia, per la storia, per l’antropologia e per la sociologia. Non rimangono fuori dei piccoli insegnamenti sul valore dell’amicizia e, sopratutto, sul rispetto del prossimo e della natura. Insomma, questo romanzo affronta con calviniana leggerezza tematiche scottanti, scomode, ma educative, soprattutto per un adolescente che si affaccia al mondo. Il tutto è condito da una scrittura così vivace, pulsante e nitida, condita da descrizioni così dense e pregnanti, che non è difficile credere per un attimo che i luoghi fantastici descritti dalla Allende possano esistere per davvero. Siamo proprio sicuri che questo romanzo non possano leggerlo anche gli adulti?



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