La congiura delle zie

La congiura delle zie

I figli Tempesta sono tre: Ginevra la maggiore, Lavinia quella di mezzo e Lorenzo, detto Lollo, il piccolino. I tre hanno interessi e caratteri diversi. Mentre Ginevra ama il nuoto, la ginnastica artistica e l'hip-hop, Lavinia ama leggere, guardare film e andare in bicicletta. Lorenzo, che ha solo sei anni, ama fare quello che gli pare. Un giorno né brutto né bello i genitori annunciano ai figlioli che devono partire per un viaggio, da soli, perché si tratta di un viaggio di lavoro del padre, la cui azienda ha alcune difficoltà rispetto a un socio estero. Loro, i ragazzi, andranno a stare dalle zie Tempesta, che sono tre, giusto come i nipoti, e che portano i nomi, insoliti e antichi, di   Minervina, Leontina e Beata. Ma l'annuncio dell'arrivo dei tre nipotini giunge inatteso per le zie che, guarda caso, anch'esse hanno in programma un viaggio. E così Ginevra, Lavinia e Lorenzo si trovano – senza poter dire né a né ba – imbarcati su una vecchio, storico treno che parte per un'escursione denominata "In cerca del passato". Strano caso e strano viaggio, pensa Lavinia alla partenza, senza immaginare quanto davvero misteriosa e avventurosa si rivelerà l'escursione sul vecchio treno.

Partendo da un esile, quotidiano pretesto, Luisa Mattia costruisce una storia intrigante e spiritosa, nella quale fantasia e realtà si alternano. Oltre ai membri della famiglia Tempesta sul treno viaggiano ben poche persone, alquanto strane. Due frati, che calzano improbabili scarpe da jogging fosforescenti, e che sembrano voler fare ad ogni costo amicizia con i ragazzi Tempesta, suscitano i sospetti di Lavinia. E così pure un vecchio e rozzo contadino che porta, chiusa  e custodita come un tesoro in una grande stia, la sua gallina. La gita con le zie si trasforma ben presto in un vero e proprio giallo, alla conclusione del quale i lettori scoprono che quasi nessuno dei passeggeri è in realtà come appare. Scandiscono qua e là i capitoli della storia le illustrazioni in bianco e nero di Claudia Baglioni, che sottolineano con umoristica verve i momenti chiave della narrazione.



 

 

 
 
 
 

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