La cosa più grandiosa

La cosa più grandiosa
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Una bambina come tante e il suo amico a quattro zampe. I due sono inseparabili. Trascorrono insieme le giornate e fanno di tutto. Più di ogni altra attività, alla bambina piace costruire le cose; al suo cane, disfarle. Un giorno la bambina decide che costruirà la cosa più grandiosa che le sia mai capitato di realizzare e si mette subito all’opera: ha già in mente come sarà fatta e come funzionerà, deve solo costruirla! Con l’aiuto del suo amico-assistente prima trova i materiali, poi un posto dove lavorare, lungo un marciapiede piuttosto trafficato: lei martella e misura, lui saltella e ringhia. Una volta terminato il lavoro, si mettono a rimirarne il risultato, ma non è affatto come avevano pensato. La cosa che è venuta fuori non è affatto grandiosa, anzi è proprio tutta sbagliata! Allora ricominciano a lavorarci: mentre lui scodinzola, lei avvita e si dà da fare. E di nuovo il risultato non soddisfa le loro aspettative. Così ci riprovano: la bimba sega e incolla e poi riesamina; modifica e raddrizza e niente. Prova in tutti i modi a migliorarla: ne modifica la forma, aggiunge pezzi, l’accorcia e l’allunga, la ingrandisce e la rimpicciolisce. Ma non le riesce proprio di creare la cosa grandiosa che pensava di realizzare. Nonostante il plauso dei passanti, la bambina non è contenta, anzi è proprio infuriata. Lavora sempre più di corsa e nella rabbia continua a provare, incastrare, spingere. È sempre più furiosa, finché nella fretta si schiaccia il dito e il dolore fa esplodere la sua rabbia! Allora si arrende. Il suo cane amico-assistente le propone di fare una passeggiata e la trascina con sé per le strade del quartiere. All’inizio la bambina lo segue svogliata, poi pian piano si rilassa e le passa l’arrabbiatura. Lungo il marciapiede ritrova le cose realizzate e ci ripensa: alcuni pezzi delle cose sbagliate sono giusti! Quindi decide di rimetterci mano, ha di nuovo recuperato calma ed attenzione. Ci lavora tutto il pomeriggio, ma finalmente, arrivata la sera, avvisa il suo assistente: ha finito!

Il libro di Ashley Spires esce in Canada nel 2014, vende più di 200 000 copie e l’anno successivo viene incluso nella Notable Children’s Book List, la lista dei libri “degni di nota” della American Library Association. Poi viene tradotto in più lingue, dal francese allo spagnolo. In Italia esce nella traduzione di Flavia Barelli alla fine del 2017. La storia dimostra ai piccoli lettori ma, soprattutto, alle piccole lettrici (che possono finalmente identificarsi nella protagonista, “una bambina come tante”!), come è possibile affrontare il fallimento, la rabbia e la frustrazione. Per le/i bambine/i è uno stimolo ad usare l’immaginazione e la perseveranza nel trovare strategie che li aiutino a superare gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dei loro obiettivi. Attraverso l’ironia, la ricchezza del linguaggio e la grande quantità di rappresentazioni della protagonista, l’autrice riesce ad appassionare anche gli adulti, andando a fondo nella descrizione degli stati d’animo che accompagnano il suo percorso per il raggiungere il suo grandioso proposito. La cosa più grandiosa appartiene alla Collana STEM della Erickson, che raccoglie “storie e narrazioni che mirano a stimolare la curiosità verso il mondo della scienza”, come scrivono gli editori sul loro sito: “storie che stimolano il pensiero logico-scientifico, incuriosiscono e avvicinano allo studio delle discipline STEM”, ovvero Science Technology Engineering Mathematics (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). In linea con gli scopi del Centro Studi Erickson, che si occupa dal 1984 di attività di formazione per insegnanti ed educatori, all’interno del libro illustrato si può trovare una “guida per l’adulto”, con proposte di attività che aiutano genitori, insegnanti ed educatori a stimolare le abilità delle bambine e dei bambini nell’individuare i proprio obiettivi e la strada per raggiungerli, a superare i propri fallimenti, attraverso la perseveranza e la scelta di strategie utili, crescendo liberi dagli stereotipi di genere.



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