La gazza rubina

“C'era un bruco che cercava, / per nascondersi, qualcosa: / tronchi e rami esplorava / con ricerca faticosa. / Fino a quando il nostro / BRUCO / da una gazza dispettosa, / fu mutato in un bel... BUCO”. Saltando di “lampioni” in “lamponi”, di “macchina” in “macchia”, di “pianeta” in pineta” la dispettosa gazza rubina fa incetta di lettere colorate. Ma cosa se ne farà del suo bottino alfabetico? Gioca agli anagrammi la ladruncola: dal puro nonsense surrealista di “nirbo caudaia” e “un'oca di arabi” passando per l'accademico “audaci baroni” fino al congedo a sorpresa che lasciamo scoprire ai piccoli lettori...

Feltrinelli Kids in questi anni ha scelto la strada della qualità, puntando su pochi titoli di ottima fattura (italiani e stranieri) e non disdegnando le riedizioni del catalogo. Insomma la politica che ci aspetteremmo da tutti i grandi editori. Perfettamente il linea questa nuova, preziosa edizione cartonata - con sovracoperta in serigrafia - del bel libro uscito per la prima volta nel 2002, scritto e illustrato da due colonne della letteratura italiana per l'infanzia. Il leitmotiv in questo caso è il gioco, l'attività ludica applicata alle parole, l'enigmistica in rima. Basta applicare l'irrefrenabile  propensione a sottrarre della gazza ai nomi delle cose e il gioco è fatto. Le lettere - maiuscole e colorate come quelle delle lavagne magnetiche - di furto in furto si ricombinano ogni volta in per formare nuove parole. Il risultato della trasformazione è affidato al bambino lettore (5-7 anni è la fascia ideale) che si confronta, girando pagina, con la soluzione di Piumini e la lettura grafica di Giulia Orecchia sul tema della sostituzione e dell'“uguale nel diverso". I colori acrilici fanno da sfondo a disegni-collage su doppia pagina che ricordano a colpo d'occhio la mano di Eric Carle, con meno densità e geometria però: la Orecchia è capace sempre di trovare una cifra personale e compiuta nella varietà delle tecniche, sfruttandone le possibilità fino in fondo (deliziosi gli inserti in bianco e nero). Nei versi ironici e lievi di Piumini, a rime rigorosamente alternate, si legge il divertimento puro e appagante del gioco linguistico senza meta, privo di vincoli narrativi e logici. È una caccia alle situazioni più improbabili che mescolano assieme le esperienze e gli interessi dei bambini (animali, natura, favole, cibo, avventure). Dal becco compulsivo della gazza rubina  nasce una schermaglia artistica divertita ed elegante come una finta lotta tra (a)mici.



 

 

 

 
 
 
 

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