La Giovanna nel bosco

La Giovanna nel bosco
Arriva prima o poi il momento in cui anche i genitori più cauti e coscienziosi decidono che il proprio bambino è grande abbastanza da poter passare una serata da solo e permettergli di uscire come ai vecchi tempi per un cinema o una pizza. A Giovanna non sembra dispiacere troppo l'idea, in fondo c'è il suo cagnolino Ciccio a tenerle compagnia. Finisce di guardare la tv, si lava diligentemente i denti e poi subito sotto le coperte nella speranza di fare un bellissimo sogno. E infatti... Giovanna è una dama medievale alla ricerca di un riparo dal forte vento. Si imbatte in una strana casa costruita nel tronco di un albero dove incontra il caro amico Tommasone, un drago enorme e inoffensivo già incrociato in altri sogni che la accoglie con una spettacolare sfilata di dolci. Per cercare more mature (che a parere del sofisticato drago sembrano essenziali per completare il dolce banchetto) i due amici, a bordo di una piccolo naviglio, si inoltrano tra le acque di un corso d'acqua, attraversano una cascata, ritovandosi infine in una piccola radura piena dei preziosi rovi. Ahimé, appostato tra gli alberi c'è il malvagio barone Gualtiero con il suo esercito. Per Tommasone non c'è scampo: viene catturato e portato all'accampamento mentre Giovanna e Ciccio riescono miracolosamente a far perdere le tracce aiutati da una gentile vecchina. La misteriosa salvatrice dona alla bambina la "coperta di sogno", tessuta con fili magici grazie alla quale riuscirà a sognare il modo per salvare l'amico drago...

La prima cosa che pensi dopo aver chiuso La Giovanna nel bosco è che sembra un albo di almeno trent'anni fa, poi torni indietro alle prime pagine e il copyright “1979” mette un eloquente sigillo su quell'impressione. Un po' il tratto delle illustrazioni, un po' il testo con i suoi “Tommasone”, “vecchia della malora”, “zabaglione”, tra coloriture dialettali e frasi che rendono esplicito quello che negli albi più contemporanei è soltanto suggerito, ma tant'è , le “rughe” ci sono. Però... però il libro funziona lo stesso e conserva gli elementi in grado di garantire la soddifazione letteraria dei piccoli lettori (un po' come accade ancora oggi per le storie della Pimpa da cui Cristina Làstrego e Francesco Testa hanno tratto sicuramente ispirazione). La Giovanna nel bosco è un bella storia strampalata e avventurosa come il più riuscito dei sogni, che mescola alcuni temi classici delle favole - “giusto e sbagliato”, “la punizione per chi si comporta male” - con la celebrazione della forza trionfante della fantasia infantile. Se non vi basta, c'è anche un riferimento (non so quanto voluto) al bullismo con l'incorreggibile prepotenza del Barone Gualtiero, e lo sdoganamento, questo sì è davvero ante litteram, della rabbia usata per sanare le ingiustizie e punire i cattivi (Tommasone scopre la propria natura di drago dando sfogo alle sue fiamme sui carcerieri). Un libro sempreverde...

 

 

 

 
 
 
 

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