La guerra di Catherine

La guerra di Catherine

Rachel Cohen è una ragazza appassionata di fotografia. L’ha scoperta alla Maison di Sèvres, la scuola speciale francese dove oltre a studiare abita, perché è senza genitori. È una scuola diversa dalle altre: qui infatti gli alunni hanno la possibilità di scegliere come passare il tempo tra diverse attività, vengono incoraggiati dagli insegnanti ad imparare da soli e soprattutto dove i libri diventano lo strumento per imparare a pensare attraverso la loro interpretazione. Alla Maison di Sèvres Rachel viene catturata dall’arte della fotografia e pian piano impara ad osservare, aspettare il momento giusto e a sviluppare i rullini. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale la costringe però a scappare dalla Maison di Sèvres e a cambiare identità; Rachel infatti è ebrea e per lei e altri bambini inizia un lungo calvario. Diventa Catherine Colin e comincia una nuova vita, fatta di spostamenti, di incontri, di nuove amicizie ma anche di dolori e perdite. Non può scegliere Catherine, deve solo obbedire, nascondersi e parlare poco. Viene protetta dalla rete di partigiani e resiste anche grazie alla sua infinita passione per la fotografia. La ragazza infatti porta da sempre al collo la sua Rolleiflex, regalo dei suoi insegnanti Pinguino e Gabbiano prima della partenza dalla scuola, unico ricordo della sua infanzia spensierata, della sua vita prima di Catherine. Non smette mai di scattare fotografie a persone, luoghi, corpi in movimento, emozioni e volti, con lo sforzo di catturare l’eccezionale nel quotidiano. Fotografare diventa per lei lo strumento per resistere, salvando se stessa e la propria identità e anche per testimoniare quello che sta accadendo. La guerra vista con occhi diversi, non quella combattuta in prima linea, ma quella vissuta nell’invisibilità, tra dolore e voglia di vivere…

La storia è ispirata a fatti reali e alcuni protagonisti sono esistiti davvero, come Gabbiano e Pinguino, che furono pionieri di una nuova pedagogia e molti anni dopo la fine della guerra sono stati decorati con la medaglia dei Giusti tra le Nazioni. Insegnavano presso la Maison des infants de Sèvres fondata nel 1941 e attiva fino al 2009, dove furono salvati clandestinamente durante la guerra più di sessanta bambini ebrei. Il libro è un adattamento all’omonimo romanzo di Julia Billet (la madre dell’autrice era una di quei bambini), pubblicato nel 2012, ed ora presentato sotto forma di graphic novel. Claire Fauvel è un’autrice e illustratrice francese soprattutto di fumettil ma collabora anche come illustratrice per diverse case editrici. La storia è lunga, ma il ritmo narrativo è veloce e tiene incollato il lettore; il seguirsi concitato delle vignette, i cambi di prospettiva, la scarsità di spazi bianchi contribuiscono a restituire il vissuto della protagonista. Le graphic novel sono sempre più presenti negli scaffali di narrativa per bambini e ragazzi; molte case editrici si stanno particolarmente interessando a questo tipo di lettura che ai giovani piace molto perché è vicino al loro stile di vita veloce e soprattutto ricco di immagini. Riproporre un libro di narrativa in questa veste lo rende adatto già a partire dai 10 anni di età. La guerra di Catherine ha vinto il Premio Andersen 2018 nella categoria “miglior libro a fumetti”.



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