La leggenda di Berenson

La leggenda di Berenson

È estate, sono le sette del mattino e Michelangelo “Mongi” è già sveglio da un pezzo. Non ha potuto chiudere occhio perché oggi accadrà qualcosa che desiderava da tempo. Osserva dalla finestra i movimenti attorno alla casa dei nonni, vicino alla darsena di famiglia: il nonno è uscito per il suo solito giro in bicicletta lungo il porticciolo, poi sono passati i lavoranti della darsena, i gestori del bar ristorante, quindi è stato il turno di suo padre Lorenzo con lo zio Francesco. (Intanto un uomo con un cappello a tesa larga è seduto su un gommone dall′altra parte del fiume. Ha in mano una canna da pesca ma dai suoi movimenti è chiaro che non è lì per pescare). Quando suo padre gli telefona, Mongi si precipita al porto e attende l′ingresso trionfale della Memento, il suo desiderio che si avvera. Il nonno e il padre hanno litigato a lungo sull′opportunità di acquistare quella vecchia imbarcazione che avrebbe avuto bisogno di continua manutenzione e nella migliore delle ipotesi avrebbe occupato inutilmente un posto barca. Ma ogni tanto le cose vanno esattamente come si vorrebbe: quest′estate Mongi e Tommi, suo cugino e migliore amico, avranno una casa galleggiante tutta per loro! E a bordo salirà inaspettatamente anche Laura, di cui Mongi è innamorato. Ci sono tutti gli elementi perché questa sia un′estate indimenticabile.(Intanto l′uomo con il cappello – impossibile vederlo in volto – osserva il passaggio della barca sotto il ponte con un piccolo binocolo militare)…

È un giallo ben costruito quello che Alessandro Zannoni consegna alla stampa, un libro adatto ai ragazzi in virtù dell′età dei protagonisti tredicenni, ma in realtà godibile a qualunque età, come accade per le storie scritte con cura. Siamo a Sarzana, nell′estremo levante ligure, inondata dal sole estivo che di giorno rende incredibile qualunque fantasma, risibili le ombre. Eppure quando la notte scende sul vecchio cabinato in ormeggio al porto, dove Mongi e Tommi hanno preso l′abitudine di dormire, quando il conforto della luce viene meno, allora si affaccia la paura, l′ombra lunga di ciò che è stato. E Carlotta Alessandrini, la precedente proprietaria della barca, morta sei anni prima in circostanze misteriose, risale a bordo a piccoli passi, insieme a loro, attraverso il quaderno manoscritto che ha lasciato nascosto sotto le assi del pavimento. È un diario, che a un certo punto si interrompe. Come non bastasse, “Malfoy”, come lo hanno soprannominato i ragazzi, segue ogni loro movimento e sembra interessato alla stessa storia che piano piano Mongi e Tommi, con il prezioso aiuto di Laura, stanno ricostruendo. Prosa asciutta, capitoli brevi e dialoghi realistici contribuiscono a creare una sottile tensione che percorre tutto il romanzo, non certo terrorizzante ma neanche rassicurante: una sospensione generale che diventa piacevole tonalità del romanzo.

LEGGI L′INTERVISTA A ALESSANDRO ZANNONI



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