La leggenda di Zumbi l'immortale

La leggenda di Zumbi l'immortale

1655, America Meridionale. La furia del colonialismo portoghese e olandese mette in ginocchio il Brasile, soggiogato e depredato con saccheggi e cruente razzie dai conquistadores. Ma alcune enclave resistono, sono i quilombos, comunità organizzate nate dalla voglia di libertà di uomini e donne fuggiti dalla schiavitù delle piantagioni di zucchero. Nella pacifica Repubblica del Quilombo dos Palmares, articolata in diversi mocambo (villaggi), vede la luce Zumbi, “nato senza cordone, libero già in fasce…”. Rapito dai militari portoghesi, nella sua ingenuità di ragazzo conosce la durezza dei gesuiti che per spezzare la fierezza del Quilombo vogliono conquistarne l'anima, annullarne il coraggio e farne un modello sconfitto ed evangelizzato. Ma Zumbi non ci sta, dopo la prigionia scappa, torna al Quilombo e si mette a capo dei suoi uomini per combattere una resistenza sanguinosa contro le spedizioni portoghesi. Riconosciuto e acclamato capo del Quilombo, con strategia e determinazione guida per anni senza paura i suoi guerrieri nella ribellione agli attacchi dei conquistatori, rivendicando il diritto di esseri liberi a tutti i costi. La supremazia militare non può competere con il coraggio di battersi per la propria dignità: tradito da un amico e consegnatosi alla morte con l’ultimo sacrificio da guerriero, Zumbi continua a vivere in una stella immortale e “dovunque ci sia un uomo oppresso ingiustamente, sfruttato e perseguitato, Zumbi va a visitarlo in sogno e a dargli forza, e a tenergli in vita la speranza di essere libero”.

Zumbi è l’Eroe, incarnazione dello spirito di resistenza dei quilombos e della fiera lotta di ribellione dei neri brasiliani; simbolo leggendario in Brasile, la sua storia parla a tutti ben al di là della pura delimitazione geografica. Magnifico trovare tra i molti titoli dedicati alla lettura per ragazzi queste pagine di Sinnos che portano luce su snodi fondamentali di un passato privo finalmente della prospettiva eurocentrica, una lettura che orienta una coscienza storica finalmente più sensata e globale. Graphic novel per ragazzi (bianco e nero di elezione nella collana Leggimi Graphic, ideata per andare incontro anche a lettori con dsa), coraggiosa per il tema storico (in fin dei conti purtroppo non così anacronistico…). Le (belle) tavole sono opera di Federico Appel (Le memorie di Alessandro, Il sosia di Napoleone), il testo di Fabio Stassi, autore di narrativa (Sellerio, Minimum Fax), per la prima volta alla prova (riuscitissima) con il testo necessariamente minimo e incisivo di un graphic novel.

 

 

 
 
 
 

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