La Luna e lo Stagno

La Luna e lo Stagno
In un profluvio di petali, boccioli, steli, foglie, gambi, radici, una storia di amicizia interspecie fatta di scoperte e delusioni con protagoniste un'anatra e una rana alle prime esperienze del mondo. Per le due compagne di giochi, la baluginante luna che si specchia nello stagno è un miraggio di felicità, una promessa di tesori. Certo è lontana, fuori dalla portata di entrambe. Un bel giorno però Anatra scopre a cosa servono le due appendici pennute che le spuntano sulla schiena e compie il suo primo volo. Realizzare il loro sogno non sembra più un'impresa impossibile, basta aspettare che anche Rana impari a volare. Rana si impegna, prova e riprova, ma alla fine realizza amaramente che non riuscirà mai a volare e Anatra farà da sola quel viaggio pieno di promesse. Giunta sulla luna non troverà traccia di preziosi e farà ritorno mestamente sulla terra. Ma la tristezza durerà poco…
La tecnica dell'acquaforte dona una suggestiva patina di antico al magnifico erbario in cui è immersa la storia di Alberto Benevelli. A ogni tavola fanno da sfondo seducenti ritratti di piante e fiori con tanto di nome scientifico. Una serie di Nuphar Lutea, Hyacintus, Steliatus, Iris Calcedonica, Urginea Maritima, Silene Dionica, Narcissus Papyraceus... L'onomastica più sensuale e musicale che riusciate a immaginare, incantesimi sillabici che rivaleggiano quanto a fascino con le stesse incisioni. C’è un prezzo da pagare però per questa scelta tecnica e compositiva un po' insolita. La trama esile, rarefatta e sentimentale infatti dà molto filo da torcere alle originali illustrazioni di Cristina Pieropan. La vegetazione e i “graffi” da acquaforte annegano nei dettagli le scene del racconto, offuscando personaggi e momenti salienti. Intendiamoci, i messaggi del testo arrivano comunque e sono messaggi importanti: il valore insostituibile dell’amicizia, la necessaria diffidenza verso le apparenze (non tutto è oro quel che luccica). Soltanto non sono esaltati dal disegno (peraltro di ottima fattura); leggendo ci si sente un po’ come i due bambini che giocano indolenti sulle rive dello stagno mentre Anatra e Rana sognano il viaggio della loro vita. Una nota finale sulla confezione. Non smetteremo mai di elogiare Kite per la cura che riserva alle sue edizioni. Questa volta oltre al consueto maxi-formato, una carta bella e pesante, la copertina ocra telata e stampata sul dorso, insomma un libro veramente “fatto ad arte”.

 

 

 

 
 
 
 
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