La mamma è dappertutto

La mamma è dappertutto
Joseph è a scuola, sta ascoltando l'ennesima lezione di geografia sui fiumi, come al solito. All'improvviso, però, inizia a sentire dei rumori, rumori che nessun altro sembra percepire e che, ironia della sorte, provengono proprio dall'interno del suo zaino. Scritch, crunch, pluf... Con l'arrivo della ricreazione, dopo aver accumulato un bel po' d'ansia, Joseph esce in cortile e apre piano piano lo zaino: sul fondo della cartella, intenta ad arrampicarsi sugli anelli di un quaderno scarabocchiato, c'è... la mamma. Joseph aveva dimenticato la merenda e non poteva lasciare che rimanesse senza, così si era fatta piccola piccola e ora eccola lì, affannata a scalare carta e cancelleria. Ed è solo l'inizio! Qualche giorno dopo, ecco la mamma, grande più di un gigante, che affronta dei bulli che, una volta, erano amici di Joseph. Insomma, la mamma è veramente dappertutto! Lei non lo fa con cattiveria, questo è chiaro, è solo che si preoccupa per il suo bambino. A Joseph, però, la situazione comincia a stare stretta: non può preoccuparsi di trovare la madre anche all'interno della cartella, non è normale! E, pur rischiando di prenderle da dei ragazzoni più robusti di lui, vorrebbe comunque cercare di cavarsela da solo. Lo dice alla mamma e la mattina dopo il cambiamento è già nell'aria: lei lo sveglia un po' prima, in modo che possa prepararsi la colazione senza il suo aiuto, magari anche andando a prendere da solo il pane alla bottega dietro l'angolo. Adesso, però, l'autonomia a Joseph non sembra più così invitante...
Una storia dall'inizio ironico e frizzante (verve che si perde un po' nel corso del racconto) che porta alla luce una situazione condivisa da molti: una mamma apprensiva e affettuosamente invadente. Gli episodi strambi che vedono protagonista una micro e una macromamma passano in secondo piano nel finale: non interessa più se siano veri o frutto dell'immaginazione (ma le mamme, si sa, possono ogni cosa, quindi sicuramente era tutto vero), perché la realtà è che diventare grandi è una faticaccia. Lo è per le mamme, che devono imparare a fare un passo indietro e lasciare spazio anche agli sbagli, e lo è per i figli, che imparano invece che non si può pretendere di volare da soli senza fare lo sforzo di battere le ali. Un libro non solo per chi è figlio ma anche per chi è genitore, ricordando che sono entrambi ruoli che richiedono impegno e pazienza continua.

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