La mia invenzione

La mia invenzione
La piccola bimba senza nome e dalle belle treccine rosse (che poi un nome non serve…) ci apre le porte dei suoi pensieri e ci introduce nel suo piccolo grande mondo, confidandoci della meravigliosa cosa che la rende felice, la sua "invenzione" misteriosa, celata fino all’ultima pagina del libro… È una cosa molto speciale, che i grandi non sempre amano anzi spesso evitano, non così invece vecchi e animali che al contrario la sanno usare benissimo. È necessario spegnere sempre qualcosa per poterla accendere e farsi accompagnare quasi dappertutto, in auto come al mare, sulla neve o nei momenti speciali in compagnia di chi si ama. “È la chiave che apre i momenti speciali, i segreti, le sorprese, gli annunci, i messaggi cifrati”. Bisogna fare però un po’ di attenzione, perché questa invenzione è una sorta di termometro, può misurare tante cose e avvicinare quelli a cui piace stare insieme “ma se hai un cuore duro può sfuggirti di mano e diventare un muro”.

Bello questo albo cartonato di Silvia Vecchini dedicato solo apparentemente ai bambini più piccolini (dai tre anni suggerisce l’editore), in realtà assai adatto invece anche per bimbi un po’ più grandicelli. Un tema quello del silenzio piuttosto insolito e interessante da scegliere per una bella riflessione assieme ai propri piccoli, per andare con loro alla scoperta di un mondo nascosto dietro suoni e rumori, di un mondo che non ha bisogno di parole, dei pensieri che non hanno necessità di essere rivelati. Attraverso la limpidezza e il candore espressivo di una bambina l’autrice svela la magia del silenzio, di come ad esempio possa aiutarci come una scala a vedere ciò che abbiamo dentro, a interpretare le distanze più profonde tra esseri umani, di come esso stesso sia fragile, di quanto possa anche spaventare o al contrario rassicurare al contatto con chi ci protegge. I disegni freschi e rasserenanti della illustratrice catalana Maria Girón sono il perfetto spunto per sdoganare da un’immagine sconosciuta e un po’ inquietante questa "cosa" strana, di cui oggi non si parla mai a sufficienza, perduta tra i tanti, troppi stimoli sonori, che ormai per i bambini si sta trasformando sempre più spesso un elemento troppo complicato da decifrare.

 

 

 

 
 
 
 

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