La mia magica India

La mia magica India
Il giovane dio del sole Surya si invaghisce di una splendida ragazza e la sposa, ma quando le si avvicina le ustiona la pelle con le sue radiazioni: cosa fare? Il buon Manu salva un pesciolino cornuto precipitato in un pozzo, e quello in cambio gli propone un patto: "Preservami e io preserverò te", una risorsa preziosa, visto che sta per scatenarsi il diluvio universale! Il furbo demone Hiranyakashipu ottiene da Shiva una quasi-invulnerabilità, ma quando la sua presenza diventa troppo ingombrante, Shiva si riprende la sua vita con uno stratagemma. Il re degli asura Bali riesce a conquistare con mezzi pacifici un enorme potere e allora gli dei decidono di toglierlo di mezzo nonostante sia amatissimo dai suoi sudditi. Al vecchio eremita Chyavana, in meditazione immobile da anni in una foresta, cresce addosso un termitaio, rimangono scoperti solo gli occhi: ma durante una passeggiata con le amiche la principessa Sukanya scambia quegli occhi per gemme preziose e cerca di strapparle con un ramoscello, ferendo l'eremita: per punizione, il re Saryata - padre di Sukanya - la dà in sposa, giovane e leggiadra com'è, al vecchio e puzzolente misantropo...
Anita Nair è una delle scrittrici indiane più talentuose in circolazione, famosa per le coloriture fantastiche - invariabilmente tratte dalla tradizione mitologica del suo paese - che sa inserire in trame moderne e apparentemente assai lontane da miti e leggende. Non stupisce quindi che abbia deciso di dedicare un libro alla rielaborazione di alcune delle favole indiane più belle. I miti scelti dalla scrittrice - non dimentichiamo che il corpus delle leggende indiane è sterminato, centinaia di migliaia di testi, ancor più vicende e personaggi - sono tratti quasi tutti dai Purana, dal Mahabharata e dal Ramayana. I Purana e i Ramayana raccontano in versi avventure degli avatar (incarnazioni) rispèettivamente di Brahma, Vishnu e Shiva e di Rama. Il Mahabharata invece è un'epopea di 100.000 versi nella quale si racconta la lotta sanguinosa per il potere fra due famiglie, i Pandava e i Kaurava. La nair ovviamente sforbicia, spiega, traduce in un linguaggio comprensibile per ragazzi e adulti non avvezzi a tali intricate vicende, ma mai banalizza, mai priva queste storie della scintilla che le ha rese immortali. Il volume è splendido anche dal punto di vista grafico: ricco di note e glossari e finemente illustrato con acquerelli a colori risalenti al XVII-XIX secolo e conservati al British Museum di Londra.

 

 

 
 
 
 
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