La notte dei giocattoli

Giulia ha dieci anni e dei grandi occhiali rotondi sul naso. La mamma dice che è “saccente e noiosa, tutta suo padre”, che lei da piccola passava il tempo a pattinare cantare e giocare, non certo con il naso sui libri come fa Giulia. Ma anche se da grande vuole diventare una scienziata come il suo papà, Giulia è pur sempre una bambina e ha un po’ di paura a rimanere da sola e andare a dormire mentre i genitori sono a cena fuori. Dopo qualche preghiera (e qualche minaccia) da parte della mamma, Giulia si rassegna a chiudere gli occhi nonostante la paura: la mamma spegne la luce e nella cameretta della bambina si fa buio. Subito i giocattoli ammucchiati nella cesta ai piedi de letto di Giulia si destano: il primo è un soldato di legno, che dice di annoiarsi senza più guerre da combattere, poi è il turno di Giuppa, una vezzosa bambola di pezza di cui il soldato è perdutamente innamorato ma che invece desidera Fabiolo, il papà di Giulia. Il giocattolo seguente è un flautista a carica dal buffo nome di Romolo e Remo, infine dalla cesta fa capolino a fatica uno strano burattino mezzo rotto, senza bocca, senza un occhio e senza un braccio: poverino, rantola, non riesce a farsi capire. Cosa si può fare per aiutarlo?

Nato nel 2001 come pièce teatrale per bambini su richiesta della regista Renata Zamengo, amica di Dacia Maraini, La notte dei giocattoli diventa ora anche una/un graphic novel illustrata/o da Gud, al secolo Daniele Bonomo (autore tra le altre cose di Gentes, Heidi mon amour e Timothy Top). La favola della bambina “secchiona” e dei suoi giocattoli è sospesa a metà tra autobiografia (la stessa Maraini – anche lei una bambina sempre con il naso tra i libri, solitaria e seriosa – ha raccontato che da piccola credeva che i suoi giochi prendessero vita di notte) e satira politica. Impossibile infatti, considerato che l’opera è stata scritta nel 2000, non riconoscere nel burattino-imprenditore senza scrupoli che a forza di ricatti e manovre disinvolte cerca di rendere il controllo degli altri la figura del “caimano” Silvio Berlusconi (il personaggio della favola ad un certo punto viene definito “coccodrillo”). Ma – attualità a parte – Dacia Maraini fa ovviamente riferimento a principi generali, cercando di mostrare ai suoi piccoli (e grandi) lettori il valore dell’uguaglianza, dell’altruismo e del rispetto verso gli altri. Le morbide illustrazioni di Gud, che puntano tutto sulla tenerezza delle espressioni e su colori caldi, donano a La notte dei giocattoli un profumo rassicurante, come di biscotti appena sfornati.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER