La prossima volta!

La prossima volta!
“Finalmente!” disse lo sposo quando lo vide. “Dove eri finito?”. “Ti sei ricordato di portare gli anelli?” chiese la sposa. Il tale vestito bene si frugò nelle tasche. Prima in una poi nell'altra. Poi disse solo: “Uops!”. E corse via. La fine “comincia” così, perché trattasi di classica storia circolare in cui la fine si ricongiunge con l'inizio senza soluzione di continuità. Il tale vestito bene è arrivato a questo punto del racconto dopo aver incontrato, e cortesemente scansato vista la fretta, 10 sirene in vena di scherzi, 9 giganti impegnati in una partita di calcetto, 8 vampiri prosaicamente in astinenza da sangue, 7 orchi rapinatori, 6 lupi affamati, un mostro a 5 teste, 4 renne di Babbo Natale in panne, 3 orrende streghe, 2 babau, 1 coppia di sposi...
Non bisogna farsi spaventare dal bianco e nero delle illustrazioni, soprattutto quando a usarlo è uno del calibro di Gianni Peg, capace di renderlo espressivo e ironico come il full-color (e ammiccando ai colori con piccoli e costanti inserti). Illustratore e cartoonist di lungo corso, Peg ha al suo attivo lavori per libri, riviste, cartoni animati - in Italia e all'estero - spalmati su 50 anni di carriera. Non sorprendetevi troppo quindi se guardando le tavole di questo libro avrete l'impressione di aver già visto quel tratto: non è un'impressione, l'avete sicuramente già visto. In questo albo fa coppia con Davide Calì, autore ormai affermato (e, per gli standard italiani, ancora giovane) il quale, oltre ad aver scritto uno dei libri illustrati più riusciti che mi sia capitato di sfogliare negli ultimi anni (leggi L'orso con la spada), ostenta sempre un invidiabile livello di autocoscienza del proprio lavoro, nel senso che dimostra di conoscere in modo non superficiale gli strumenti e la Storia della narrazione per l'infanzia, e le sue scelte non sembrano quasi mai “improvvisate”. In La prossima volta! incrocia due “generi” intramontabili, il racconto circolare e la progressione numerica (qui un conto alla rovescia da 10) e lo fa ricorrendo a un protagonista - che sembra la controfigura del Bianconiglio frettoloso di Alice nel Paese delle Meraviglie, con tanto di panciotto e cipollone - e a una ranocchia spettatrice muta della frettolosa avventura, in cui ogni bambino potrà identificarsi. Il divertimento è assicurato dalla galleria di personaggi fantastici più o meno mostruosi, tratti dalla tradizione epica e favolistica, che culmina nella scena di un matrimonio che non si celebrerà probabilmente mai. Sono soltanto io che ci leggo un doppio senso?

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