La ragazza drago - L'eredità di Thuban

La ragazza drago - L'eredità di Thuban
Passato remoto. Lo scontro all’ultimo sangue tra il drago Thuban e la viverna Nidhoggr ha avuto fine: Thuban, seppure ferito a morte, è il vincitore. Nidhoggr è stato imprigionato nel sottosuolo, ma il pericolo che possa risvegliarsi e devastare il mondo con il suo immane potere è ancora concreto. Thuban non ha che una chance: infondere la sua anima in un umano, incistandosi dentro di lui e dentro i suoi discendenti finché non sarà necessario tornare a calpestare il mondo, come già altri draghi – e probabilmente molte viverne - stanno facendo in queste ore fatali. Ma chi è disponibile a un sacrificio tanto grande? La risposta è: Lung, fedele discepolo umano di Thuban. Dopo il rituale, Thuban muore, la bianca città di Draconia si sradica dal suolo e scompare nel cielo assieme all’Albero del Mondo, e gli uomini si trovano soli, come se il regno dei draghi non fosse mai esistito. Presente. Sofia detta Zucca ha tredici anni e vive in orfanotrofio: è una ragazzina vivace dai capelli ricci e rossi che di giorno guarda Roma dalle sbarre di un cancello convinta ormai che nessuno la adotterà più e che è destinata a passare tutta la sua vita nel grigio trantran dell’istituto, e che la notte sogna una città bianca che veleggia nell’aria, una città che a lei sembra di conoscere anche se non c’è mai stata. Quando la severissima Suor Prudenzia, direttrice dell’orfanotrofio, la convoca nel suo ufficio, Sofia si aspetta di esser rimproverata per le figuracce che la sua testa fra le nuvole le fa fare in classe quotidianamente o per i suoi perenni ritardi mattutini. Invece, contro ogni previsione, a Sofia viene comunicato che un anziano professore ha fatto richiesta di adottarla. La gioia per la possibile evasione da quella realtà insopportabile è enorme, ma anche i dubbi: chi è il professor Georg Schlafen e perché si interessa così tanto a lei? Altri dubbi e altri dolori affliggono Mattia, liceale goffo e sovrappeso evitato come la peste dalle ragazze e dileggiato fino all’inverosimile dai compagni di scuola. Un tipo solitario e infelice, che medita persino il suicidio. Durante una ‘passeggiata’ sul greto del fiume Tevere con la testa piena di foschi pensieri, Mattia incontra una donna bellissima, Nidafjoll, che sembra sapere tutto di lui anche se non lo conosce. Nidafjoll gli propone una via d’uscita alla sua sofferenza: se lui indosserà un certo amuleto metallico diventerà bello e possente, finalmente felice. Anche lei molto tempo prima ha fatto la stessa scelta, e infatti il suo vero aspetto sarebbe quello di una megera cadente. Mattia, sconvolto, porta con sé a casa l’amuleto e tanti, tanti dubbi. Draghi e viverne muovono le loro pedine sulla scacchiera: il tempo dello scontro sta per tornare…
Con L' eredità di Thuban Licia Troisi, giovane regina del Fantasy italiano, vara una nuova trilogia, quella de La ragazza drago: la storia di una guerra che va oltre i confini del tempo e piomba sulla vita di due adolescenti apparentemente come tanti per sconvolgerla dal profondo, cambiando per sempre anche la storia del nostro pianeta. Una favola moderna e antica al tempo stesso non solo per i piani temporali diversi nella narrazione, ma anche e soprattutto perché mescola sapientemente archetipi e giovanilismo, una formula che dovrebbe garantirle un lusinghiero successo soprattutto tra i teenager (ai quali il libro, visti anche linguaggio estremamente semplice, scelte grafiche draghesche e grandezza del carattere di stampa, è prevalentemente rivolto). Non mancano nel libro gli ingredienti istruttivi: ad esempio la vena ecologista che percorre il plot (i draghi difensori dell’armonia un po’ new age tra uomo e Natura, le viverne spregiudicate e ciniche fautrici dell’hi-tech e dello sfruttamento ‘capitalistico’ delle risorse). Onore alla buona Troisi anche per averci insegnato cos’è una viverna (cito da Wikipedia: “simile al drago della tradizione europea, differisce per il fatto che ha solo due zampe, solitamente non soffia fuoco ed è di dimensioni inferiori. È dotata di una coda uncinata o simile ad un serpente”). Il romanzo è stato oggetto anche di un simpatico contest su YouTube.

Leggi l'intervista a Licia Troisi

 

 

 

 
 
 
 
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