La sfida di Anton

La sfida di Anton
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Anton ha tredici anni e come tutti i suoi compagni ogni giorno va a scuola, lì dove per le sue orecchie (“grandissime, di quelle che non chiedono altro che di essere notate”) ha in regalo dalla terza elementare il soprannome di Dumbo. A casa dove vive più o meno serenamente insieme al padre dopo che “la mamma è sparita sotto l’autobus n.15”, un giorno tutto cambia, d’un tratto tra capo e collo gli arriva come un fulmine a ciel sereno una verità che non gli era mai neanche passata per la mente: così come la luna sta nel cielo a causa di un impatto imprevisto, anche lui sarebbe stato frutto di un imprevisto, di uno sbaglio. Uno sbaglio con il profilattico… improvvisamente adesso per Anton tutto è cambiato, diventa questione di vita o di morte avere un senso, far succedere delle cose e dimostrare così che lui non è un Errore. E cosa fare? A guardar bene sono anni che il padre non gode di nessuna compagnia femminile e questo tutto sommato lo rende di fatto decisamente un po’ troppo triste. Anton decide così insieme alla sua migliore amica Ine di aiutarlo a uscire dalla solitudine e trovare una presenza capace finalmente di ingentilire una quotidianità che è diventata decisamente un po’ troppo maschile… e trascurata…

Autrice di questo romanzo è la pianista classica norvegese Gudrun Skretting, che dopo anni di carriera musicale decide di debuttare nel 2016 in un campo tutto nuovo come quello letterario pubblicando in patria questo libro per ragazzi, da noi edito dalla casa editrice Beisler nella collana Il serpente a sonagli. Alla sua uscita in Norvegia il romanzo ha riscosso un grande successo, è stato tradotto in molte lingue europee e ha ricevuto inoltre il Ministry of Culture’s First Book Prize e il Norwegian Children & Ya Author’s Association First Book Prize. Esordio felice dunque per la sua autrice, che ha infatti dato seguito alla storia nel 2017 con un secondo libro che ancora non è uscito qui in Italia (Anton og andre flokkdyr il titolo in originale). Il romanzo è pensato per i ragazzi di fascia preadolescenziale (8-14 anni) e si rivolge loro proprio con quel pizzico di humour perfetto per scardinare quelle porte interiori supersigillate e dare quindi spazio a potenziali rispecchiamenti nelle goffaggini e insicurezze del protagonista. Anton è infatti uno come tanti, uno dei tantissimi adolescenti un po’ nerd e ‘sfigati’ alla ricerca del senso della propria esistenza e di un posto nel mondo, che però ha la grandissima e unica fortuna di avere qualcuno al proprio fianco, un’amica super energica che con un pizzico di spinta e di stimolo infonde fiducia e spirito di iniziativa, elementi preziosi per ogni ragazzo di quella età che dovrebbe solo (?) avere la forza di cercarli a fondo dentro di sé. Il senso di un’amicizia trascende infatti le semplici parole e parla spesso il linguaggio potente della condivisione e dell’empatia.



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