La stanza 13

I professori e gli studenti del secondo anno della Scuola Media Boomtop sono pronti per la gita a Whitby, nel nord dello Yorkshire, per una settimana di mare, escursioni e sano relax. Felicity Morgan, detta Fliss, la notte prima della partenza fa un sogno che la turba. Cammina su una strada in cima ad una scogliera, la luna è alta nel cielo e si rispecchia sul mare, lei sente le onde che si infrangono sulle rocce. Poco lontano vede una casa alta, minacciosa, con le finestre buie. Non vorrebbe avvicinarsi, ma i suoi piedi hanno volontà propria, ha paura. Arriva davanti ad un cancello nero in ferro battuto, ornato sulla cima da un uccello in volo, forse un gabbiano, ma le gocce di vernice colando lungo le ali lo fanno sembrare piuttosto un pipistrello. “Il cancello del destino” sussurra una voce, mentre si apre, questa è “La fortezza del sonno”. La porta d’ingresso si dischiude su un atrio lugubre e una scalinata. Fliss sale e giunta al pianerottolo dell’ultimo piano vede quattro porte con i numeri: dieci, undici, dodici e tredici. Quest’ultima si apre. “La Stanza della Morte”, continua sussurrando la voce, è tanto freddo. La mamma accorre alle grida di Fliss, la rassicura e la coccola, ma lei agitata da questo sogno dice di non voler andare in gita a Whitby, ha avuto una premonizione. Dopo qualche ora di sonno, al mattino decide di partire con i suoi compagni, ma l’antico albergo in cui alloggiano, Il Nido del Corvo, nasconde inquietanti segreti che la riportano alle sensazioni del sogno fatto…

Scritto nel 1989 da Robert Swindells, questo horror gotico ha vinto il Children’s Book Award. Suspence e mistero accompagnano la lettura di questo libro, che ha appassionato generazioni di giovani lettori, il legame tra la cattedrale gotica di Whitby e i vampiri ne sorreggono la trama. È per questo che Ellie-May, una ragazzina saccente e poco simpatica, durante il soggiorno al Nido del Corvo si ammala, come tanti altri prima di lei, attratti dalla stanza numero tredici, che di giorno è il ripostiglio della biancheria. Fliss e i suoi amici Lisa Watmoug, David Trotter, Gary Bazzard tentano di svelare il mistero: chi occupa quella stanza? Sarà un vampiro che dimora lì da secoli? A nulla valgono gli inviti alla disciplina degli insegnanti Mrs. Marriott e Mr. Hepwort, gli animi dei ragazzi sono agitati. Nei giorni che seguono le escursioni al monumento del Capitano Cook, a Runswick Bay e alla bellissima Baia di Robin Hood divagano i ragazzi, ma durante la notte tornano le preoccupazioni e le domande. Perché Ellie-May entra nella stanza 13, è sonnambula? I quattro amici osservano, vogliono agire e fermarla. Fliss ha visto Sall Haggerlythe, un’anziana signora creduta pazza, ha parlato con lei della presenza malefica che occupa la stanza tredici. La tensione non manca, ma non ci sono macabri dettagli che possano turbare chi legge, c’è lo spirito di avventura e l’amicizia che lega i protagonisti, scoprono che insieme possono fare grandi cose. Fliss dovrà affrontare le sue paure per salvare Ellie-May, dimostrare coraggio e averlo per davvero richiede impegno, ma i ragazzi hanno tante risorse. Belle sono anche le descrizioni dei luoghi di vacanza, le passeggiate, i siti storici che i ragazzi visitano e il mare. Il linguaggio scorrevole, i dialoghi realistici nei momenti decisivi coinvolgono i lettori, li spingono a fare il tifo per Fliss e la sua missione di salvataggio. Questo libro ci insegna che l’amicizia può nascere da coincidenze inimmaginabili e che gli amici sono la famiglia che si sceglie.

 


 

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