La valigia delle carabattole

La valigia delle carabattole
C’era una volta un sarto che si era stancato di cucire i soliti abiti. Di punto in bianco, si mise a fantasticare e fece un bel guazzabuglio tra le cose che stava creando: cucì una giacca con le maniche incollate, un pantalone con tre gambe e delle maglie con le tasche al contrario. Ben presto però, i suoi clienti bussarono alla porta per reclamare. Tra di loro c’era anche la strega del villaggio, che punì la tracotanza dell’uomo con una maledizione: “Porterai tutta questa roba finché qualcuno non vorrà prendertela”. Il povero sarto scoppiò a piangere: come avrebbe fatto a vivere con addosso tutti quei vestiti stravaganti? Fu quella furba di sua moglie a fargli notare che portare non significa indossare, e così bastò mettere tutto in una grande valigia per risolvere il problema. Ma una valigia portata stretta stretta dappertutto cominciò a suscitare la curiosità di tutti, specialmente di un gruppo di briganti…
Un testo russo e delle illustrazioni spagnole danno vita a una fiaba scoppiettante e irriverente che denuncia i vizi dell’umanità: la brama, la curiosità e l’avidità. Come ne Il vestito dell’imperatore tutto ha inizio da un sarto, un artista fantasioso che si fa beffe delle normali consuetudini. Ma questa volta, anziché provocare l’ilarità generale, la conseguenza è addirittura la maledizione di una strega, che provocherà non poco scompiglio nella tranquilla cittadina. La misteriosa valigia passerà di mano in mano, strappata con la forza al precedente proprietario: dalle grinfie dei briganti ai presunti furbacchioni e alle signore petulanti, la valigia oggetto di tanto desiderio tornerà proprio nelle mani di chi, quella maledizione, l’aveva scagliata. Una storia circolare, che in un vortice di situazioni tragicomiche, dimostra al lettore come sia sufficiente pensare che una valigia nasconda chissà quali tesori per rivelare i lati più oscuri dell’uomo. E così è soprattutto la nostra società a essere smascherata, con la sua brama di possesso e la fame insaziabile di oggetti. Scritta da una delle più importanti autrici russe del secolo scorso, a lungo ostacolata dal regime, La valigia delle carabattole è una degna erede delle fiabe classiche, intensa e liberatoria. Accompagnata dalle surreali tavole della catalana Luci Gutiérrez (che per Orecchio acerbo ha illustrato, tra gli altri, l’esilarante racconto di Stefano Benni, Galassia), la storia affascina e diverte il lettore di ogni età: su fondi bianchi e tratteggiati con svelte linee nere, i personaggi si muovono come in un teatro, affannandosi dietro all’ingombrante valigia celeste. Con pochi colori accesi (insieme al blu troviamo gli altri due colori primari, giallo e rosso) e gesti esagerati, l’illustratrice reinventa la storia in modo ironico e sarcastico. Noi, come gli uccelli e i bambini che stanno ai bordi delle tavole, stiamo innocenti a guardare. O, forse, dovremmo sentirci più coinvolti?

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER