La vita come viene

La vita come viene

Maddy, quindici anni, seria e riflessiva. E Patty, vent’anni, esuberante e sventata. Due sorelle che hanno una sola cosa in comune: il dolore per la morte dei genitori in un incidente d’auto, nove mesi prima. Per il resto non potrebbero essere più diverse. Patty è stata nominata tutrice di Maddy, soluzione grazie alla quale possono vivere insieme, da sole. Ma proprio mentre Maddy si prepara a sostenere gli esami di diploma, Patty le dà una bella doccia fredda: è incinta e ormai è troppo avanti nella gravidanza per non portarla a termine. Un po’ ci piange, un po’ è incavolata per non potersi fare un piercing all’ombelico. Maddy è sempre più convinta che a sua sorella sia toccata una razione di cervello molto striminzita. Prima della disgrazia la considerava volgare, stupida, sfacciata, invadente. Poi ha imparato a conoscere il suo lato generoso, il suo senso dell’umorismo e della festa. Resta il fatto che è da scriteriati avere un bambino alla sua età. Ma, visto che Patty è l’unica famiglia che le sia rimasta, Maddy si prepara a sostenerla nell’attesa del bebè. Compra un libro dove scopre tutto quello che c’è da sapere su un neonato, cerca di dispensare saggi consigli che cadono nel vuoto e ad agosto parte per le vacanze con la futura mamma, come da programma stabilito con l’assistente sociale (che però è stata tenuta all’oscuro della cicogna in arrivo). Vanno in Ardèche, dove il padre aveva ristrutturato una casa cadente in un minuscolo borgo, a otto chilometri dal primo negozio di alimentari. Non importa se sono tagliate fuori dal mondo, tanto il bambino deve nascere a metà settembre. Ma l’imprevisto aspetta Mandy e Patty per mandare all’aria i loro programmi e sconvolgerli, anche se non necessariamente in peggio...
Anne-Laure Bondoux ha il dono di parlare di cose serissime con invidiabile leggerezza. Di mixare nello stile crudezza e freschezza, restituendo il sapore dell’autenticità. Il tono con cui l’adolescente Maddy racconta le sue (dis)avventure è umoristico, persino caustico (“Mia sorella mi annuncia che è incinta fino alla punta dei capelli e che la sola cosa a cui pensa è che non potrà farsi decorare l’ombelico? Lo dicevo che ha un’atrofia cerebrale…”). Ma i problemi che queste due ragazze costrette a crescere troppo in fretta portano sulle spalle sono tanto gravi quanto attuali: l’assenza di adulti di riferimento, una maternità non voluta, la scelta di abortire oppure no, un parto improvvisato (descritto senza lesinare i dettagli meno sentimentali). E poi, quel bambino che strilla e poppa giorno e notte con cui, bene o male, bisogna fare i conti. Eppure è proprio quel bambino a ricucire le ferite, a chiudere le pagine del passato e ad aprire nuovi spiragli di felicità. Chi si era innamorato de Le lacrime dell’assassino non ritroverà nel nuovo libro della Bondoux la stessa cadenza poetica e l’atmosfera sospesa tra fiaba e verismo, perché questa è un’autrice che si scrolla di dosso le catalogazioni e si rinnova ad ogni storia. Con fantasia ed efficacia. Ci vorrebbero tanti libri così per ricordare ai giovani che la vita non è uno scherzo, ma neanche una tragedia. Che prenderla come viene non deve essere una regola, ma che ogni tanto non guasta. E vale la pena di morderla, come dice Maddy, “senza perdere il sorriso, anche se è indigesta”.

 

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER