Le arance di Michele

Le arance di Michele
Angela cerca di capire dalle parole e dai gesti dei grandi cosa sta per accadere, sa che la sua vita sta per cambiare all’improvviso e questo cambiamento porta un nome: l’America. Ricorda ancora bene il giorno di quattro anni prima in cui suo padre, regalandole una bambola con la richiesta di non dimenticarlo, aveva lasciato lei, sua madre, i suoi fratelli Giovanni e Giuseppe e suo nonno Vittorio. Ora però è arrivato anche per loro il momento di partire e di affrontare il lungo viaggio da San Stino di Livenza a New York per raggiungerlo. Tanti giorni di navigazione per attraversare l’oceano su una nave enorme, per cercare di lasciarsi alle spalle un passato di povertà, con la speranza e la voglia di riabbracciare quel padre distante partito per far fortuna in un paese lontano e straniero. Un paese dove anche la lingua è un ostacolo, con usi e costumi sconosciuti, dove gli italiani come loro vivono in uno stesso quartiere, Little Italy, una commistione di dialetti e desideri di mantenere vive le tradizione dell’Italia così lontana.  Niente per tutti loro sarà come prima, anche l’incontro con Michele, un ragazzino silenzioso quanto misterioso, che dichiara convinto di avere diciotto anni porterà Angela a compiere scelte che non avrebbe mai pensato di dover affrontare…
Questo capitolo della collana La grande storia, affronta il delicato tema delle grandi migrazioni, quanto mai attuale ora che il nostro paese è divenuto meta di sbarchi di profughi disperati disposti a tutto per sfuggire alla povertà o alle guerre. È facile oggi non ricordare il passato se pur recente, che tra il 1861 e i 1985 ha visto un flusso di emigrazione dall'Italia di circa trenta milioni di persone, non solo verso l’America, ma anche il Canada, l’Argentina e il Brasile, se non era stato possibile raggiungere la Germania, la Svizzera e la Francia “dove oggi il cinque per cento della popolazione è di origine italiana”.  Un libro prezioso per educare i più piccoli al rispetto verso chi cerca nel nostro paese la speranza e la possibilità di una vita migliore non diversamente da come molti nostri connazionali hanno fatto fino a non troppo tempo fa, non solo per sfuggire alla fame, ma anche per sfuggire all’ingiustizia sociale. Attraverso la storia di Angela e della sua famiglia i giovani lettori comprendono cosa si nasconde dietro la scelta di compiere viaggi lunghissimi e pericolosi, di sottoporsi ai rigidissimi controlli di Ellis Island da cui spesso gli italiani venivano rispediti indietro senza alcuna remora, imparano a leggere la storia con occhi diversi, con maggior rispetto per tutti coloro che si trovano nella condizione di dover lasciare il proprio Paese, le proprie tradizioni, con l’unica speranza di una sorte migliore per sé e per la propria famiglia.

 

 

 
 
 
 
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