Le avventure di Jacques Papier

Le avventure di Jacques Papier
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Tutti odiano Jacques Papier, compreso il cane bassotto Francois. Le uniche eccezioni sono sua sorella gemella Fleur e mamma e papà, naturalmente. Per quanto non lo ascoltino un granché. A scuola non ci sono dubbi: Jacques alza la mano per rispondere alla domanda della maestra e tutti lo ignorano, anche quando è il solo a conoscere la capitale del Portogallo. L’unica consolazione è la profonda amicizia che lo lega a Fleur, sorella e migliore amica, con la quale divide ogni momento della giornata. Sulla Mappa di noi due, compilata insieme negli anni, sono segnati i luoghi segretissimi in cui si trovano le capsule del tempo, quelli in cui hanno avvistato gli anatrocotteri e persino i grandorsicorni. Una sera Jacques ascolta per caso una conversazione tra i suoi genitori. Parlano di sua sorella Fleur e si dicono preoccupati per l’evidente eccesso di immaginazione di cui soffre. Passi il doppio spazzolino, passi il posto in più a tavola, dice papà, ma il letto a castello, i libri scolastici comprati per due... Jacques non capisce bene di che cosa stiano parlando, ma incomincia ad avere dei dubbi sulla propria esistenza. Così si piazza a centrocampo durante una partita di pallone cantando Alla Fiera dell’Est: nessuno gli bada. Allora si mette a ballare il tip tap sulla cattedra dell’insegnante: nessuna reazione. Che sia davvero invisibile?

Se sono molte le storie attorno alla figura dell’amico immaginario, questa è la prima narrata da lui medesimo. Michelle Cuevas sceglie questo inedito punto di vista cogliendo tutte le possibilità comiche e poetiche che ne derivano. Scritto con uno stile ironico, ricco di invenzioni linguistiche, Le avventure di Jacques Papier proietta in un mondo parallelo a quello reale, ma non per questo meno vero, in cui gli amici immaginari hanno una loro organizzazione, la Immaginari Anonimi, e alla fine della loro missione accanto al primo bambino che li evoca, possono compilare un modulo di ricollocamento per continuare il loro lavoro accanto ad altri. Un lavoro prezioso, che accompagna i bambini ad accogliere la realtà anche quando fa un po’ paura, ad accettare l’inspiegabile con fiducia, a uscire fuori dai nascondigli che rendono invisibili, perché “immaginari o no, si è invisibili solo nella misura in cui si sente di esserlo”. La storia è accompagnata da piccoli interventi illustrati, realizzati dall’autrice e perfettamente integrati nel testo per stile e impaginazione. Premio Andersen 2016 per il Miglior libro 9/12 anni.



 

 

 

 
 
 
 

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