Le avventure di Jim Bottone

Le avventure di Jim Bottone
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Il paese di Dormolandia è davvero minuscolo. Questo regno, situato su un’isola, ha soltanto quattro abitanti, o meglio: tre sudditi e un re. La signora Coosa è l’unica donna dell’isola, poi ci sono il signor Manica, Luca il macchinista e il sovrano che abita un grande castello fra due alte vette, il Re Alfonso l’Undicesimo e Trequarti, che deve il suo strano appellativo al suo orario di nascita. La vita a Dormolandia scorre pacifica e sempre uguale. Luca il Macchinista fa sfrecciare la locomotiva Emma in lungo e in largo nella monorotaia dell’isola; la Signora Coosa vende ogni tipologia di oggetto nella sua piccola bottega; il Signor Manica compra souvenir, perché gli dispiace che in quell’isola non arrivi mai nessuno a comprarli. Un giorno sull’isola arriva la nave del postino con un pacco davvero molto strano. Il destinatario del pacco non è un suddito di Dormolandia, infatti non esiste nessuna “Xignora Dentmolare”. E a voler essere precisi, non esiste neppure una “Starda Veccha 133”. Ma il postino è risoluto a lasciare il pacco, così agli abitanti non resta che aprirlo e trovarsi di fronte… un bambino! Un neonato dalla pelle color cioccolato. Gli abitanti di Dormolandia, dopo essersi arrabbiati per bene con l’oscuro mittente che ha avuto il coraggio di infilare un bambino in un pacco, decidono di chiamarlo Jim. Jim Bottone da quel momento diventa il primo mezzo-suddito dell’isola, adottato dalla Signora Coosa. Solo che l’isola è davvero troppo piccola per contenere un altro suddito, così quando Jim cresce, il Re è costretto a scegliere chi di loro dovrà abbandonare l’isola. Si decide per Emma, ma Luca il Macchinista non vuole abbandonare la sua amica, così partono nel cuore della notte, assieme al piccolo Jim che non vuol proprio abbandonare i suoi migliori amici…

Michael Ende è il celebre autore de La storia Infinita uno dei classici per ragazzi più amati di sempre. Ne Le avventure di Jim Bottone, ci offre un’avventura fiabesca dallo stile classico, con un piccolo eroe che è costretto a partire per un lungo viaggio, supportato da due compagni di avventura che ricoprono il ruolo di “aiutanti magici”. Il viaggio porterà il piccolo Jim Bottone prima nel regno dei “mandalini”, Mandala, dove scoprirà che la figlia dell’Imperatore è stata rapita e portata nella terra dei Draghi, poi in tappe progressive fino a Dolorandia, il regno dei temibili draghi di razza pura. Oltre all’elemento fiabesco, è preponderante l’elemento educativo, infatti durante il viaggio Jim scopre molte cose che non sa: cosa sia una Fata Morgana, come è fatta la lava e perfino che i draghi nascono per essere sconfitti, e della sconfitta hanno bisogno per diventare buoni e saggi (ma di solito non riescono a diventarlo perché chi li sconfigge li uccide sempre). Un lettore adulto può interrogarsi su quanto appeal possa avere sui bambini di oggi una storia come questa, fatta di draghi, principessine e temibili pirati rapitori di bambini (l’autore pubblica La terribile banda dei tredici pirati come sequel di questo libro due anni dopo, nel 1962) . Tutto nel libro profuma di remoto, di un tempo in cui la globalizzazione ancora non aveva cambiato il volto alle nostre “Dormolandia” e in cui per scoprire culture differenti dalla nostra non c’era altro mezzo che le pagine di un libro. Si parla delle “patrie” dei piccoli bambini rapiti, di locomotive a carbone e di regali di fidanzamento che oggi sarebbero considerati “sessisti” (una pipa per Jim Bottone e un’asse per lavare i panni per la principessina Li Si). Eppure il fascino questo viaggio per terre sconosciute rimane una meravigliosa favola della buonanotte per i più piccoli, anche di età prescolare.

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