Le avventure di Otto Cipolla

Le avventure di Otto Cipolla

Un vero lieto fine, di quelli da “Tutti Per Sempre Felici e Contenti e Ricchi Sfondati”: è il sogno di Agata Cipolla, cresciuta leggendo fiabe e ben decisa a realizzarne una lei stessa. Suo figlio Magnifico è un predestinato: il settimo figlio di un settimo figlio, un allevatore di maiali che Agata ha sposato precisamente per questo scopo. Magnifico è ormai abbastanza grande per partire in cerca di una principessa da salvare e sposare e fare così la fortuna dei genitori e due suoi sette fratelli, perfino Otto, l’ultimo e il meno desiderato. Ma Magnifico, da sempre servito e riverito, non è molto propenso a lasciare le comodità di casa per mettersi in viaggio ed esporsi al rischio di incrociare troll o creature anche peggiori. Così, nei panni di un immancabile Fedele Servitore, con lui partirà anche Otto, ansioso realizzare l’impresa mentre suo fratello pensa solo a mangiare. E come sempre accade quando ci si mette in cammino, Magnifico, Otto e il cane Biscotto incontrano quasi subito dei compagni di avventura: una cavalla parlante e due topi, due gazze ladre forse un po’ interessate ma che sapranno astutamente rendersi utili. E naturalmente alla fine si incontrano anche troll, orchi, principi e principesse…

Anche un romanzo scritto ai giorni nostri può essere a tutti gli effetti una fiaba, una fiaba riveduta e corretta ma in cui non mancano tutti gli elementi canonici: eroi, aiutanti e mostri. Poca magia e molto ingegno, ma personaggi fantastici e situazioni improbabili diventano immediatamente reali appena si lasciano le certezze del contesto familiare. Per Agata Cipolla, le fiabe sono una fissazione donchisciottesca, un mondo letterario un po’ fuori moda che lei si mette in testa di riportare in auge per realizzare il proprio interesse personale e delle aspettative materne sproporzionate o mal riposte. E certamente reali e attuali sono gli atteggiamenti contrastanti dei due fratelli, per cui poco vale la predestinazione di fronte all’evidenza di essere egoisti, capricciosi e viziati. Poco vale anche la fortuna: quello che rende alla fine felici e contenti e ricchi davvero tutti – anche chi non se lo merita – sembra essere la capacità di collaborare e accettarsi (se stessi e gli altri) per come si è. Spostare qualche pedina, però, può sfatare qualche pregiudizio, spronare a tenere un atteggiamento aperto e attivo e rendere più interessante la storia, ma non cambia di molto l’invariabilità dello schema e del desideratissimo gran finale.



 

 

 
 
 
 

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