Le emozioni difettose

Le emozioni difettose
Quando tuo padre è un predicatore occupato a prendersi cura degli altri e non bada a te, quando la cura della casa e del fratello sempre malato sono a carico tuo, quando tua madre è morta lasciandoti l’eredità di una carriera al MIT e non hai ancora avuto risposta alla tua domanda al college (fatta solo e unicamente al MIT) resta solo una cosa da fare: infilare le scarpe da ginnastica e correre fino a dimenticare tutto. Kate affronta così i mille problemi della sua vita di adolescente perfetta, occupata a far tacere la voce di Kate Cattiva per far prevalere quella di Kate Buona, che tiene tutto sotto controllo e ha un sorriso per tutti. Quando però la casa dei Litch va in fiamme e la terribile e temutissima Tery (che l’ha picchiata per tutta la durata della scuola elementare) sbarca nella sua casa con la madre cieca e il fratellino di due anni, Kate non riesce più a far tacere tutto il mondo e a correre per dimenticare. Ma viene chiamata a fare i conti con problemi molto più grandi di lei che la mettono di fronte alle questioni taciute della sua vita…
Laurie Halse Anderson viene definita in quarta di copertina e nella biografia “una delle dieci scrittrici YA più influenti”; per chi non lo sapesse quel “YA” sta a significare Young Adults, un genere che negli ultimi tempi è nato e ha spopolato un po’ in tutto il mondo. Si tratta di una letteratura difficile da definire una volta per tutte e in modo univoco, che interessa quella fascia di “giovani adulti” che va dagli adolescenti fino ai trentenni. La saga di Twilight è un famoso esempio di letteratura YA. A distinguere il genere è l’età dei protagonisti, i temi trattati, lo stile fresco con cui vengono affrontati e molti altri fattori, nessuno dei quali di per sé necessario e sufficiente a definire un libro come appartenente a questa categoria. La capacità però di questi libri è quella di calare il lettore nell’atmosfera e nella potenza delle emozioni degli anni dell’adolescenza, quando tutto è amplificato e un piccolo intoppo è una tragedia e un successo anche effimero è motivo di gioia celestiale. In parte ci riesce anche Laure Halse Anderson, anche se il dramma che vive Kate e il problema gigantesco che rappresenta la scelta e l’ammissione al college forse non è un appiglio molto forte per il pubblico italiano. La sua sconsideratezza nel fare domanda solo e unicamente al MIT non può essere compresa nella sua pienezza da un paese in cui ci si iscrive all’università all’ultimo momento perché non si ha chiaro cosa si vuol fare, dove la vita lavorativa non è decisa dai corsi che si seguono al liceo e dove la media di voti del terzo anno non incide sui successivi dieci anni. Un libro scorrevole, a tratti appassionante, a tratti distante, ma appunto questo forse è dovuto a questioni culturali. Non lascia un solco preciso, ma è scritto in modo scorrevole e piacevole.

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