Le lanterne degli gnomi

Le lanterne degli gnomi

Cosa ci fa uno gnomo a piedi nudi in mezzo alle bancarelle di un mercato? Cerca un paio di scarpettine, naturalmente. È rimasto solo e scalzo da quando gli altri gnomi hanno deciso di emigrare in America portandosi dietro tutte le scarpe, comprese le sue. Il destino gli servirà un paio di rossi stivaletti da bambola, un mercante avido pronto a tutto pur di far soldi e una bimba piccola piccola che sarà la sua salvezza... Quattro bambine che svolazzano felici su una collina verde si ritrovano chissà come nel mezzo di una festa del Piccolo Popolo:  alle tenue luce delle lanterne trascorrono la più incredibile notte della loro vita, danzando senza freni assieme a fate, elfi e folletti... E poi castelli fatati, nocciole magiche, re bambini, strade perse e strade ritrovate, sogni a occhi aperti, incantesimi, luci, ombre e soprattutto, tanti, tantissimi gnomi...
“Nell'ombra dei grandi boschi in certe notti si muovono delle luci tremolanti. Sono le lanterne degli gnomi che si incontrano per qualche festa. Nessun uomo le vede mai; solo qualche bambino da lontano. Ma pensa che siano lucciole.” Il libro comincia così, con questa epigrafe impressa sulla prima illustrazione e un breve, gustoso prologo in cui Carpi racconta come è arrivata l'ispirazione per questa raccolta  sul tema degli incontri ravvicinati col Piccolo Popolo. Un viaggio in Irlanda col figlio Paolo, una passeggiata nel bosco col pretesto delle fotografie, l'atmosfera magica di quei luoghi, un lago incantevole, l'incontro con uno gnomo, il ritorno a casa pieno di suggestioni e spunti letterari. Da questa esperienza un po' reale e un po' no, nascono le fiabe de Le lanterne degli gnomi - terza edizione Nuove Edizioni Romane a un quarto di secolo dalla prima -  tutte giocate sull'inaspettata intrusione della dimensione parallela del mondo degli gnomi in quella degli esseri umani e viceversa. Bambini e adulti passano al di qua e al di là dell'ondivago confine che separa i due mondi attraverso varchi che sembrano aprirsi soltanto quando la coscienza scolora dalla veglia  al sonno o al crepuscolo della giornata e si assottiglia la linea che separa il reale dall'immaginario. La disinvoltura con cui Carpi elabora questo materiale narrativo si manifesta  soprattutto nei dialoghi in cui domina un parlato vivacissimo con qualche occasionale nota dialettale ed emergono la natura sfuggente degli gnomi e la fantasiosa concretezza dei bambini (e degli adulti-bambini) protagonisti delle storie.  Certo non si può negare che gli anni trascorsi dalla composizione abbiano lasciato traccia di sé (qualcosa nel lessico, il tratto delle illustrazioni realizzate dallo stesso Carpi, il pubblico di lettori potenziali che si è inevitabilmente spostato dagli 8-10enni di allora ai 5-7enni di oggi). Ma la scrittura –  tanto asciutta e nitida quanto vicina alla sensibilità dei bambini per la capacità di ricreare il visibile e l'invisibile con stupefacente naturalezza – non ha perso nulla della sua capacità di descrivere gli aspetti magici del mondo. Pinin Carpi (1920-2004) è una delle figure più significative della letteratura italiana per l'infanzia di questo secolo. “Milanese di profonda cultura non soltanto artistica, ma anche psicanalitca, libraria e musicale” per citare Roberto Denti, Carpi ha pubblicato un gran quantità di libri, spesso bellissimi, a cominciare da Cion Cion Blu, il suo primo (e forse più celebre) romanzo, scritto nel 1968. In un periodo in cui non si fa che parlare (e giustamente!) del genio di Rodari, la nuova edizione de Le lanterne degli gnomi sta lì a ricordarci che anche di Carpi, un autore di cui non si parla mai abbastanza, siamo al novantesimo dalla nascita.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER