Le (stra)ordinarie (dis)avventure di Carlotta ‒ Conigli dappertutto

Le (stra)ordinarie (dis)avventure di Carlotta ‒ Conigli dappertutto

Carlotta ha appena incominciato la scuola media ed è finita in prima B, insieme a Sharon, la sua migliore amica. Carlotta e Sharon condividono tutto, sghignazzano per le stesse cose, adorano gli stessi giochi, i cracker con il burro di arachidi e le patatine. Soprattutto amano gli animali. Siccome è il primo giorno di scuola, la mamma di Carlotta – accumulatrice compulsiva di oggetti strambi, come cuscini massaggiatori shatsu e fontane di cristallo – ha preparato un regalo per lei, appena acquistato in un negozio indiano. Si tratta di un flauto. Anche se la bambina è una vera frana a suonare, questo strumento si rivela magico sin da subito: ogni volta che Carlotta ci soffia dentro, accadono cose strane. Il punto è che avrebbe tanto voluto un animale in regalo, un cane per la precisione. Intanto, la sua amica Sharon ha la casa invasa di coniglietti, figli di Charlie e Ciccio, che le erano stati venduti come conigli maschi. Carlotta ne vorrebbe uno, ma Sharon è disposta a darle soltanto Schianto, un coniglietto zoppo, reduce di un incidente domestico. È la rottura: la bambina si arrabbia e decide di cercarsi un′altra migliore amica... Intanto troverà il modo di circuire la sua anziana vicina di casa per estorcele soldi in cambio di piccole commissioni. Una volta accumulato un bel gruzzolo, magari vendendo anche il flauto che le ha regalato la mamma, pensa che potrà finalmente comprarsi un cane tutto suo…

Conigli dappertutto, come da titolo. Così tanti che a un certo punto Carlotta e Sharon, ritrovata l′antica sintonia, decideranno di metterli in una scatola di cartone – troppo piccola, tanto da far urlare al maltrattamento una passante – e di venderli per la strada. Carlotta e Sharon, che amano gli animali, si vedranno costrette ad abbassare il prezzo dei conigli durante l′arco della giornata, perché nessuno si è fermato a comprare. Coniglietti a prezzi stracciati, lo slogan. Ma ancora niente, nemmeno quando le regole del mercato impongono nel tardo pomeriggio di arrivare a un coniglio per un euro. È bene non dimenticare che Carlotta ha una tartaruga, rintanata nel suo guscio perché poco socievole, di cui la bambina non si prende cura: ha chiesto alla mamma se potrà avere un cane, quando riuscirà a dimostrare che Uga è morta. Carlotta, che ama gli animali, vuole un cane, o almeno una pecora. Finché, colpo di spugna, capriola del capriccio, non cambia idea e desidera con tutta se stessa un cellulare con fotocamera, uguale a quello di Sharon. Due milioni di copie vendute in Germania, pubblicata in diciannove Paesi, questa storia punta tutto sulle risate. Astenersi piccoli lettori sensibili. Una lode va alle illustrazioni di Daniela Kohl, davvero ironiche, curate, ben integrate nel testo. Quanto al flauto stregato, viene in mente la pistola di Cechov: attendiamo che spari il colpo alla prossima puntata?



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