Le volpi del deserto

Le volpi del deserto

Dautremere, Corsica. Il piccolo paesino sperduto sul mare è molto diverso da Marsiglia, la città dalla quale Morice e la sua famiglia si sono appena trasferiti, per dare inizio al folle sogno di suo padre di gestire il decadente albergo Napoléon. Morice ha undici anni e una passione sfrenata per i suoni del mare, che conserva in una banca dati sempre più grande e che registra con la sua attrezzatura dalla quale non si separa mai. La gente del paese di Dautremere è strana, seppure accogliente, e il bambino fa subito amicizia con Audrey, la figlia del sindaco e che gestisce assieme alla famiglia un negozietto di esche. L’albergo, il cui proprietario si è impiccato in una delle stanze, richiede molti lavori eppure, con una telefonata misteriosa, si fanno avanti i primi clienti: una coppia di fratelli tedeschi oramai già in viaggio verso la Corsica, ignari, si dicono, che il proprietario sia morto. Non è questa però la sola stranezza. In paese si celebra il funerale di un vecchio marinaio, portando in corteo una bara vuota. Il mistero della sua sparizione insospettisce la piccola Audrey, che trascina Morice in una caccia al cadavere sulle scogliere a picco sul mare. Ma la ricerca del morto si trasforma ben presto in qualche cosa di più. I due bambini scoprono infatti che, forse legati proprio alla scomparsa del marinaio, ci sono una leggenda e un segreto che riguardano l’intero paese e la sua storia. Pare infatti che durante la Seconda Guerra Mondiale il famoso generale Rommel, noto come “la Volpe del deserto”, assieme allo scrittore Saint-Exupéry, organizzò un complotto per nascondere un sommergibile tedesco pieno di lingotti d’oro destinati a Mussolini. Un sommergibile che si troverebbe proprio nascosto da qualche parte vicino a Dautremetre…

Pierdomenico Baccalario, quarantaquattrenne scrittore di Acqui Terme, è noto per la sua produzione letteraria per ragazzi che conta decine di romanzi, libri illustrati e collane di successo. La sua è una passione che si porta dietro fin dall’infanzia, spronato dalla madre a scrivere storielle. Possiede, nella casa di famiglia, una biblioteca che conta quasi diecimila volumi. In questo romanzo, Baccalario ci trascina in una avventura rocambolesca che, per la verità, per i bambini ha poco. Sebbene i due protagonisti principali siano due undicenni, Morice e Audrey ragionano e agiscono come degli adulti, ricostruendo poco per volta la storia degli ultimi sessant’anni del piccolo paese corso che li ospita. Spiano, seguono, indagano come detective professionisti, prendendosi tutti i rischi del mestiere. Ed ecco che la storia vera, alla fine, si mescola con la narrativa. Saint-Exupéry e il suo romanzo più famoso, Il piccolo principe, sono infatti strettamente legati al mistero che aleggia sopra Dautremere, così come Erwin Rommel, comandante dei famosi Afrikakorps e che si incontrerà in gran segreto con lo scrittore francese, per sabotare il viaggio del sommergibile. C’è forse una lezione da imparare, qui, per i giovani lettori. Ed è che la curiosità è un dono e un talento che tutti hanno, forse l’unico che chiunque può coltivare e sviluppare ma che in troppo pochi usano. Un talento che però rende migliori, che ci rende capaci di scegliere autonomamente. Ma è anche un talento che la tecnologia moderna tende a inibire. Infatti, nel piccolo paese non c’è rete e i cellulari non ricevono ed è proprio per questo che i giovani turisti, affascinati dal luogo, non decideranno mai di stabilirsi lì. Un messaggio per i ragazzi e per gli adulti, da non sottovalutare.



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