L'elefante del mago

L'elefante del mago
Alla fine dell'800, nella città europea di Baltese, un ragazzino orfano di nome Peter Augustus Duchene fa l'elemosina per conto di Vilna Lutz, vecchio soldato mutilato di guerra tormentato dagli incubi e dai ricordi di battaglie passate. Peter sa di esser stato affidato a quell'uomo dopo che il padre è caduto sul campo di combattimento, gliel'ha raccontato Vilna mille volte, ma non è convinto affatto che anche sua sorella piccola sia morta. Perciò, quando nella piazza del mercato di Baltese tra i banchi del pane e del pesce appare la tenda rossa di un'indovina, Peter spende la moneta che Vilna gli aveva dato per comprare il cibo per sapere se sua sorella è davvero morta come gli hanno sempre detto o viva come il suo cuore gli ha sempre suggerito. L'indovina gli dice che è viva, e che un elefante la guiderà da lei: un elefante? A Baltese non si sono mai visti elefanti, fa troppo freddo! Ma il ragazzino non sa che proprio quella sera, durante uno spettacolo di magia al teatro lirico Bliffendorf, un prestigiatore ha tentato di far cadere gigli dal soffitto e invece l'unica cosa che ha fatto apparire – suscitando un certo scandalo - è stata un grosso elefante, che ha rotto le gambe di un'anziana signora seduta in platea cadendole in grembo. “Volevo solo dei gigli”, non fa che ripetere l'uomo, che ora è chiuso in prigione. E l'elefante, che fine ha fatto l'elefante? Sarà Peter a doverlo scoprire...
Dopo i trionfi dei suoi primi tre libri, vincitori di premi assai prestigiosi e finiti anche nelle mire di Hollywood, torna una delle scrittrici per ragazzi più apprezzate del panorama internazionale, Kate DiCamillo, e lo fa con un magnifico romanzo di formazione intessuto di poesia ed emozioni. Immaginate il realismo magico della scuola sudamericana, i fantasmi angosciosi e così dannatamente europei di un Kafka e l'inimitabile approccio all'infanzia di un Dickens distillati assieme in una favola stilizzata ed elegante. La ricerca del protagonista Peter, così densa di simboli e sottintesi, si svolge tutta in un'atmosfera rarefatta, pervasa ora di angoscia ora di humour (atmosfera peraltro mirabilmente sintetizzata dalle suggestive matite dell'illustratrice Yoko Tanaka, a metà strada tra tenui quadretti sognanti e inquietanti squarci à la Balthus), che regala brividi che corrono sulla schiena del lettore anche molte ore dopo aver chiuso il libro. Una curiosità: nella versione originale del romanzo l'elefante è in realtà un'elefantessa, ma la traduttrice ha optato per il genere maschile per evitare la pesantezza del femminile italiano.

 

 

 

 
 
 
 
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