Leo - Tutta colpa di un fulmine

Leo - Tutta colpa di un fulmine
Leo vive a Pozzuoli con i suoi genitori Pietro e Laura e la sorellina Rebecca, di cinque anni. La sua è una famiglia molto unita, di sicuro però non sono ricchi: la mamma faceva la cassiera in un supermercato, ma da quando è nata Rebecca le faccende di casa non le hanno permesso di rientrare. Così a casa Corona si va avanti con un solo stipendio, quello di Pietro, che è guida turistica. Un lavoro che fa con passione, ma purtroppo – anche Leo ne è consapevole – per essere aggiornato e al passo con i tempi dovrebbe imparare un po’ più di inglese, altrimenti tra i suoi uditori ci saranno sempre i soliti sei o sette giapponesi, che si sventoleranno con giornali e ventagli con aria stanca ed annoiata. E il guadagno diminuirà. Leo, come molti suoi coetanei, si è invaghito di una sua compagna di classe, Gloria, e un giorno decide di andarla a trovare… ma non sarà facile uscire: mamma e papà l’hanno messo in punizione! Dovrà trovare uno stratagemma. Fuori, tra l’altro, sta per scatenarsi un violento temporale. Leo si trova in strada, proprio sotto casa di Gloria, quando acqua, tuoni e fulmini si abbattono su Pozzuoli. All’improvviso quattro ragazzi si avvicinano a lui per ripararsi sotto il suo ombrello. Si tratta di Victor e Alice, due fratelli che hanno perso la madre in un incidente aereo. Da allora il padre li tiene sotto una campana di vetro e Alice non parla più. Con loro ci sono anche Miriam e Roger. È di quest’ultimo l’idea di nascondersi sotto un grande albero, ma quando i cinque riaprono gli occhi, si trovano in ospedale con la testa fasciata. Un fulmine li ha presi e hanno rischiato grosso. Adesso stanno bene, ma… qualcosa nella loro vita è cambiato. Alice, che da quando si è risvegliata ha miracolosamente ritrovato la parola, è la prima ad accorgersene: appoggiando la mano ad una parete di un bagno dell’ospedale ha visto dall’altra parte del muro una ragazza, con abiti antichi, vissuta nel periodo greco. Sarà questo un potere di tutti e cinque i ragazzi? Di certo, lo è di Leo che, incuriosito dal racconto di Alice, decide di dirigersi di notte nella stessa stanza. E anche lui farà un incontro con il passato: il suo nome è Basilio, glielo ha detto muovendo la bocca, senza emettere suoni, come l’alfabeto dei sordomuti! Da quando i ragazzi vengono dimessi, la vita di Leo cambia radicalmente: non può dire ai suoi genitori e ai suoi amici di sempre di questo strano potere, ma può aiutare suo papà ad avere più turisti. La sua idea funziona e quando si sparge la voce addirittura verrà chiamato come ospite di un programma tv che farà un picco di ascolti proprio grazie alla sua presenza. Ma quando la notorietà diventa troppa, dietro ad ogni angolo si nasconde un pericolo per la vita di Leo…
Prova superata per Francesco Costa. Il suo Leo - Tutta colpa di un fulmine (che inaugura una nuova collana targata Touring che si propone di presentare le meraviglie d'Italia al pubblico dei bambini e degli adolescenti) insegna e diverte. In primis, c’è la volontà di far conoscere la storia di un luogo in modo che resti impressa nella mente dei ragazzi, senza la noia di doverla imparare su un banco di scuola. Si sa che la Storia è una materia un po’ barbosa! Ma quando è raccontata attraverso gli incontri che i ragazzi di oggi fanno con quelli di ieri tutto può diventare un po’ più facile e persino affascinante. Una libro di ragazzi, per ragazzi. Pozzuoli sicuramente serve su un piatto d’argento l’ambientazione: tra i Campi Flegrei, l’Anfiteatro Flavio, il tempio di Serapide e quello di Apollo da imparare c’è davvero tanto. Non manca, poi, una velata critica alle ipocrisie della nostra società, fatta attraverso gli occhi di un ragazzino spontaneo che non si ferma alle apparenze e capisce che “non è tutto oro ciò che luccica”, ma non sempre si spiega le contraddizioni e le stranezze del mondo degli adulti. Leo è il protagonista che fa da contraltare a quelle incoerenze: con i piedi per terra (spesso la mancanza delle cose superflue in questo aiuta), ama la sua famiglia e la sua terra. Si intristisce di fronte l’espressione “crisi economica” perché, anche se non sa bene che cosa sia, sa che fa venire le rughe di preoccupazione sulla fronte del papà. Oppure si cruccia di fronte l’ingenuità della madre che ancora crede negli amori degli show televisivi. Si illumina, invece, di fronte gli amici con i quali ha segreti da condividere perché sa che come loro non c’è nessuno e questo li rende speciali. Costa riesce dunque a mantenere il collegamento tra un passato che realmente c’è stato e un presente attuale, senza perdersi troppo nell’elemento scaturito dalla fantasia, creando un ponte che lascia un segno positivo ed indelebile.

 

 

 

 
 
 
 
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