Lettere dal mare

Lettere dal mare
“Caro Christophe, credo che nessuno abbia mai fatto una vacanza schifa come la nostra”. Mathieu e la sua famiglia hanno affittato per tutto il mese una casa nel sud della Francia, proprio a due passi dal mare, la più bella e cara della zona per la sua posizione proprio a ridosso della spiaggia, per quel bel muretto che racchiude il giardino. E poi ci sarebbero state le uscite in barca, gli amici… Eppure qualcosa non torna, ogni cosa va nel verso sbagliato. Il viaggio durato tre ore di troppo. Le maree che lasciano sulla spiaggia una specie di puzzolente pattume marino animato da mosche, granchietti e strani animaletti bianchi. I bagnanti che con l’alta marea si rifugiano sul muretto di casa, ignorando i cartelli di divieto e le urla della madre, fino a delle vere e proprie battaglie con tanto di lancio di schifezze e rifiuti di fronte al quale la famiglia non può che soccombere. La tragicomica uscita in barca, ovviamente nel giorno sbagliato, con tanto di vento, tempesta e naufragio. Persino il tempo non tiene, la pasta della mamma non sa di niente o non è condita bene, e niente di buono neppure con Sophie, il primo innamoramento. “Ecco come scorrono le nostre vacanze. Ho l’impressione che tutto ciò non sarebbe successo se fossi venuto con noi”. Ecco cosa non torna: ci sono tutti, papà, mamma, Mathieu, la sorellina Sylvie e il piccolo Antoine. Manca solo il fratello maggiore, Christophe. E manca davvero a tutti, a chi lo ammette e a chi no: a Mathieu, che tiene con lui una corrispondenza segreta nella quale racconta al fratello la sventura che sembra essersi accanita sulla vacanza della famiglia, a Sylvie, che infarcisce quelle lettere di regalini tristi, come un osso di seppia con la scritta “aiuto”, ad Antoine che ne chiama il nome singhiozzando per una sgridata. Ma anche a papà e mamma, anche se “ha giurato che il primo che parla di te si becca un ceffone, papà compreso”. Dov’è Christophe, perché non è lì con loro? E’ in giro per l’Italia con il suo amico Florian, non è lì con il resto della famiglia per “delle colpe gravi, estremamente gravi. Da grande capirai”. Mathieu capisce già: è per quella cosa che Sylvie è andata a raccontare, che “tu e Florian vi baciavate sulla bocca. Non mi sembra che quella sia una colpa grave. Anzi, non trovo neppure che sia una colpa”...
A distanza di quasi vent’anni dalla prima edizione francese del ’91 e a poco meno dalla prima traduzione italiana del ’93 forse questa storia epistolare, tutta racchiusa nelle 10 lettere che Mathieu manda al fratello maggiore dalla sua vacanza “schifa” ha perso un po’ del suo valore di rottura e di sfida rispetto alla materia trattata. Si faceva strada la necessità di affrontare ed educare al tema dell’omosessualità, cresciuto d’interesse anche in relazione alla piaga dell’AIDS: basti pensare che è del ’91 la morte di Freddie Mercury e di solo pochi mesi prima, per la stessa causa, quella di Hervé Guibert a cui il libro è dedicato – e questo la dice lunga sul fatto che esso sia molto di più di un libro per ragazzi. Ma la delicatezza, la semplicità e la profondità con cui è vestito lo scopo pedagogico restano intatti: i pregiudizi fanno male in primo luogo a chi ne è portatore, tanto più male quanto più si scontrano ciecamente con gli affetti: “Credo che anche mamma vorrebbe che tornassi. A vederla fa pietà; siamo qui da 15 giorni, e lei non si è abbronzata nemmeno un po’. È tutto il giorno a gridare dietro Antoine”. Il lieto fine arriverà, all’ultima lettera, e allora il mare tornerà ad essere mare, la spiaggia la sua degna anticamera, persino la pasta, le penne, torneranno ad essere “impeccabili, la salsa deliziosa, il formaggio ottimo e abbondante”. Eppure un retrogusto amarognolo resta alla fine della lettura, un qualcosa di non risolto, che dà a pensare... Forse è colpa anche del fatto che si fa forza su episodi di omofobia per rilanciare una lettura e un tema tanto delicati quanto decisivi. Forse del fatto che poi in copertina si decida invece di attaccare un rassicurante quanto fuorviante bollino che potrebbe adattarsi alla quasi totalità dei libri per ragazzi “un’intensa storia di affetto e tolleranza”. Per fortuna Lettere dal mare è qualcosa di più.

 

 

 

 
 
 
 
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