Leviathan

Leviathan
1914, Praga. Il 15enne principe Aleksander, figlio dell'Arciduca Franz Ferdinand e della Principessa Sophie, viene svegliato nel cuore della notte da Otto Kloop, il suo maestro di meccanica, e dal conte Volger, maestro di scherma. I due lo fanno vestire in tutta fretta – ordini dell'Arciduca, dicono – e lo portano a bordo di un 'camminatore' d'assalto modello Cyklop, una sorta di macchina da guerra antropomorfa alta come un palazzo, che subito si inoltra nella foresta, allontanandosi dalla città: destinazione, un castello segreto in una località remota delle Alpi svizzere. Alek comincia a sospettare che si tratti di un rapimento, ma la verità è un'altra: sua madre e suo padre – in visita diplomatica a Sarajevo – sono stati assassinati, e anche la sua vita è in grave pericolo. L'Europa infatti è sull'orlo della guerra totale: l'Impero Austroungarico con il suo potentissimo esercito dotato di macchine da guerra rombanti è retto dall'83enne Francesco Giuseppe, che non ha un erede e non ha nessuna intenzione di lasciare il trono e 50 milioni di sudditi ad Aleksander, mezzosangue nato da un matrimonio morganatico con una donna non nobile. L'altro blocco di potere europeo è costituito dall'Inghilterra e dai suoi alleati, che hanno sviluppato una società basata sulle biotecnologie dopo che il loro scienziato Charles Darwin ha scoperto come manipolare il DNA di numerose specie animali: l'esercito di Sua Maestà usa le più incredibili creature geneticamente modificate: giganteschi cani a 6 zampe, lucertole parlanti, pipistrelli-kamikaze, meduse-mongolfiere e gigantesche balene-dirigibile alimentate col metano sintetizzato da DNA batterico. E proprio nell'aviazione britannica sogna di entrare Deryn Sharp, una ragazzina londinese che per questo si finge un maschio cambiandosi il nome in Dylan e recandosi travestita alle prove di volo necessarie per entrare all'Accademia. Imbracata sotto una medusa Huxley, Deryn/Dylan viene innalzata sul cielo di Londra: da subito avverte il nervosismo dell'animale 'sint', e ben presto ne capisce il motivo. Una tempesta si sta avvicinando rapidamente...
Primo capitolo di una trilogia che ha già suscitato l'entusiasmo di milioni di lettori di tutte le età e dei produttori di Hollywood, fortemente intenzionati a trarne una saga cinematografica ad altissimo budget, Leviathan è un vero gioiello steampunk pensato per un target adolescenziale ma capace di reggere abbastanza bene anche alla lettura di un adulto appassionato del genere. Se infatti gli over 20 potrebbero trovare abbastanza stucchevoli le dinamiche interiori e relazionali dei due protagonisti (sì, sono destinati ad incontrasi e innamorarsi, ovvio), la bellezza dell'Europa alternativa inventata da Scott Westerfeld - finora specializzato soprattutto in avvincenti e tenebrose storie di vampiri - e dal suo team di scrittura (non si tratta di un'illazione malevola, ne fa cenno addirittura l'autore nella dedica che apre il libro) non può non affascinare chi ama ucronie & co. Oltre al discorso del Darwinismo biotech e delle rombanti macchine da guerra teutoniche, i punti di divergenza dalla storia reale della I Guerra mondiale non sono pochi, e tutti decisivi. Uno per tutti: la petizione al Papa che è al centro dell'intrigo politico nel romanzo è stata veramente presentata dall'Arciduca Franz Ferdinand, ma nella nostra realtà non ebbe successo. Il romanzo è zeppo di riferimenti gustosi (chiamare le meduse volanti “Huxley” è una vera chicca) e impreziosito da un progetto grafico con i fiocchi (rilegatura rigida, copertina laminata, meravigliosa mappa nel risvolto, carta lucida) e dalle belle illustrazioni di Keith Thompson che fanno da contrappunto alla narrazione come avveniva nei libri per ragazzi di decenni fa, di secoli fa.

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