Lian

Lian
Il misero pescatore Lo con dignità e tenacia conduce un’esistenza tra sopravvivenza e stenti fino a quando, casualmente, si imbatte in una vecchia donna. È l’incontro che ben presto cambia la sua vita. L’anziana donna infatti, come ringraziamento per averla generosamente traghettata al di là del lago in un giorno di forte pioggia, offre in dono all’uomo alcuni semi di loto. Da uno dei fiori sbocciati una notte per incantesimo nasce Lian, piccola bimba dai grandi poteri. Con grazia e levità Lian rivela subito le sue doti magiche: in un attimo trasforma i miserabili abiti dell’uomo in vesti pregiate e in lucente imbarcazione la sua malandata barca da pesca. Prende vita così un profondo legame tra l’uomo e la piccola, che tanto bene inizia a dispensare anche a tutti gli abitanti del villaggio. Invidia e bramosia ovviamente non tardano ad arrivare. Il povero pescatore viene catturato dal governatore locale, intenzionato a impossessarsi attraverso lui dei poteri magici della piccola. «L’ingordigia, la cupidigia e la crudeltà non trionferanno» pronuncia la vecchia donna della montagna a una spaventata Lian ed esorta la bimba a non arrendersi. Lian corre in aiuto dell’uomo, tenta di affrontare con coraggio il palazzo ma lei stessa finisce nelle mani delle guardie. Un incantesimo riporta infine giustizia: l’avida e incontentabile figlia del governatore infatti finisce trasformata in oro per aver toccato il fiore magico di Lian, mentre la bimba si ritrova privata dei propri poteri. Lian, rimasta così bambina e basta, può finalmente vivere la vita che le spetta, circondata dall’amore e dal calore di un nuovo padre accanto.
Illustratore e autore del racconto è Chen Jiang Hong, cinese di nascita e formazione artistica, parigino di elezione. Nelle meravigliose illustrazioni, che ancor più del testo rappresentano l’anima pulsante del libro, l’autore rivela la propria identità di pittore nel declinare magnificamente vibrazioni e sfumature orientali in un linguaggio che assume respiro universale. Sono immagini splendide, figlie della grafica orientale, realizzate con tecniche tradizionali (pittura su seta). Altamente liriche e di forte pittoricismo, di rara finezza cromatica, le tavole di Chen Jiang Hong ci accompagnano in un mondo in cui la semplicità e l’autenticità di vita si contrappongono al disvalore dei beni materiali e dell’avidità d’animo. La ricchezza vera, per Chen Jiang Hong, dobbiamo ricercarla e rintracciarla nelle relazioni e negli affetti, nella normalità e nella singolarità dei rapporti umani. Come tutte le favole, di ogni cultura, di ogni paese, e per ogni bambino del mondo, la storia ci vuole regalare una fine lieta. Le note di malinconica e muta solitudine che sembrano infatti emanare dalla condizione di Lian, imprigionata nell’unicità e nella eccezionalità dei suoi poteri magici, si stemperano nella gioia dolce e serena dello scambio affettivo che la piccola riesce a creare con il pescatore. Il rapporto filiale che infatti la bambina può instaurare con l’uomo le regala il bene più caro, la sconosciuta quanto preziosa banalità di una vita quotidiana. Perché in ogni vita di difficoltà e fatica una possibilità di riscatto ci può essere sempre, da cercare e scoprire racchiusa nel vasto mondo delle emozioni e dei sentimenti.

 

 

 
 
 
 
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