L'importanza di Paraponzipanza

L'importanza di Paraponzipanza
Paraponzi è sin da piccolo un principe con le idee decisamente molto chiare. Gentilezze e attenzioni nei riguardi di chi gli sta intorno sono cose di poco conto, l’importanza della sua carica infatti non contempla altro che il compiacimento delle proprio ego… Così, quando Paraponzi diventa re al posto del padre e cambia il nome in Paraponzipanza I, le sue idee e i suoi modi di fare non cambiano affatto. Gratificato dalle piaggerie di coloro che lo circondano e sono intimoriti dalla sua altezzosità, decide di esibire ancor più del solito la sua, a suo dire, sfavillante intelligenza e inizia a dar sfoggio di un linguaggio forbito e astruso. La sua lingua però gli fa un brutto scherzo e Paraponzipanza al posto delle parole si ritrova all’improvviso nella bocca strani versi che, invece dei complimenti che era abituato a ricevere, scatenano adesso sonore risate fra i sudditi. Umiliato e offeso, Paraponzipanza si blinda nel castello senza frequentare più chicchessia, fino a quando un ragazzino incontrato per caso, all’oscuro del fatto di essere in presenza del re spocchioso e altezzoso dalla lingua inceppata, convince Paraponzi a giocare con lui. Felice di poter fare a meno di sembrare il re più bravo, più intelligente, più colto, più amato, eccetera eccetera, scopre i piaceri della libertà, di poter fare solo ciò che gli piace, e, con l’aiuto del suo nuovo amico, riprende anche a pronunciare parole finalmente comprensibili! Da quel giorno la vita di Paraponzipanza I ha una svolta e tanti effetti benefici e inaspettati si propagano in tutto il regno…

Questa piccola fiaba allegra e ironica di Roberto Pavanello, che si snoda tra le coloratissime pagine illustrate da Fabiano Fiorin, dopo aver strappato inevitabili risate ai suoi piccoli lettori fa intravedere con grande semplicità ai bambini la via migliore per conquistarsi amici sinceri. Come ha sperimentato Paraponzi, basta scegliere autenticità e spontaneità per diventare ben più amabili di tanti sbruffoni che propinano vanterie alla ricerca di complimenti di facciata. Come indicato dall’editore, questa piccola storia si propone anche come spunto per lavorare in maniera divertente e formativa assieme al proprio piccolo sul concetto dell’accettazione di sé, sull’autostima e sulle modalità di costruzione di relazioni sane e serene con i coetanei, evitando la competizione e le insidie del perfezionismo. Pubblicato nella Serie Bianca del Battello a Vapore, è pensato per una fascia di lettori dai cinque anni in su.

 

 

 

 
 
 
 
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