Lindbergh

Lindbergh
Per un piccolo topo il mondo degli uomini non è in fondo così male. Vita comoda, cibo a portata di zampina; certo qualche strillo, qualche inevitabile fuga, ma niente di cui lamentarsi troppo. Un giorno però accade un fatto davvero inquietante. Di ritorno dai suoi studi (ah, dimenticavo, il roditore in questione è un topo di biblioteca, in tutti i sensi che vi vengono in mente, e spende buona parte del suo tempo leggendo i “libri degli uomini”) si accorge che in giro c'è un silenzio assordante, nessun topo nei paraggi, sembra che si siano tutti volatilizzati. Il nostro eroe scopre presto che la causa sono le trappole, piazzate in giro per fare fuori l'intera comunità. I topi hanno deciso allora di fare armi e bagagli e trasferirsi in un altro paese, probabilmente in America, quel “posto con la statua” pronto ad accogliere i nuovi arrivati. Il topolino fa un vano tentativo di salpare alla volta degli Stati Uniti però una banda di gatti famelici appostati giù al porto lo fa subito desistere. Ma lui non si perde d'animo e decide di mettersi all'opera per raggiungere la meta agognata via cielo. Dopo giorni e giorni di progetti, esperimenti e tentativi falliti, il nostro topo aviatore riesce finalmente a mettere a punto il suo prototipo e a prendere il volo lasciandosi alle spalle uno stormo di temibili gufi. La traversata sarà lunga e faticosa...
Il tedesco di Amburgo Torben Khulmann – all’esordio con un libro per l'infanzia che poi è anche il progetto della sua tesi di laurea – immerge il lettore in una storia che sembra nata per diventare un film di successo. “Immerge” non è una parola scelta a caso, visto che viene fornita l'illusione che si tratti di una storia realmente accaduta attraverso l’aspetto finto-consunto del volume e l'effetto realtà creato dalla scelta di disegnare gli animali protagonisti senza antropomorfizzarli. Certo, un topo ingegnere che mette in piedi una macchina per volare che nemmeno Leonardo non è precisamente una cosa di tutti i giorni, ma, tra scene di emigranti che aspettano la nave al porto di Amburgo, spettacolari vedute aeree sull'Atlantico e sequenze simil-fotografiche, non ci si fa quasi caso. L'epica dell’eroe che sfida la sorte e trionfa grazie a straordinarie doti di coraggio e inventiva non è in sé una novità ma in Lindbergh ha contorni potenti e suggestivi (nonché molto coinvolgenti), e molto del merito va alla notevolissima padronanza dell'acquerello da parte di Kuhlmann e alla sua capacità di donare alle tavole punti di vista sempre sorprendenti. Per i bambini che amano approfondire, alla fine del libro c'è un piccolissimo bignami illustrato sulla storia dell'aviazione civile: d'altra parte l'albo è anche un tributo a quegli uomini e, naturalmente, al più grande di tutti, Charles Lindbergh (il primo a trasvolare in solitaria l’Atlantico a bordo del suo monomotore Spirit of St. Louis). Orecchio acerbo, facendo un lieve strappo alla coerenza del suo catalogo, ci regala un titolo che merita tutte le lodi fin qui ottenute. Se Steven Spielberg si fosse dato ai libri illustrati, l'avrebbe scritto lui...

Leggi l'intervista a Torben Kuhlmann

 

 

 

 
 
 
 
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