Lison ha paura

Lison ha paura
La piccola Lison ha paura di tutto: del lupo, delle streghe, dei fantasmi, della morte, dei ragni e dei pipistrelli, del buio, dei mostri… Sono così tante le sue paure che non riesce nemmeno ad identificarle. Forse però, a pensarci bene, del lupo non ha paura (è un animale tanto bellino); né delle streghe, che sono soltanto vecchiette infelici e sole, né dei fantasmi, che vivono in grandi castelli lontano da casa sua, né del buio perché è bello. Forse Lison non sa di cosa ha paura perché niente le fa paura; nemmeno la morte, perché morire è come andare in aereo e guardare ogni cosa dall’alto. Allora, forse, Lison non ricorda più di cosa ha paura…  
Lison ha paura è una fiaba con finale a sorpresa scritta da Perrine Ledan, autrice bretone scoperta da Topipittori, con un passato da reporter e produttrice cinematografica. Attraverso piccoli dialoghi con i familiari che interpella a turno, la bambina protagonista – col suo buffo costume peloso che cita Max di Nel paese dei mostri selvaggi – si interroga su cosa le faccia davvero paura (si alternano al suo “microfono” la mamma, il papà, i nonni, lo zio, il fratello più grande e anche con quello ancora poppante), Lison affronta le paure più comuni tra i bambini, quella per gli animali notturni o per il lupo cattivo, quella per il buio, quella per le streghe, e, mentre ne parla, riesce da sola a rassicurarsi. Usa lo stesso sistema “psicoterapeutico” anche per le paure più profonde, dalla “morte” e alla “prigione”, fino a giungere alla conclusione che la paura più grande che ci assale è forse quella di avere paura: una paura strana, però, che se ne va proprio come è venuta. E mentre supera tutte le sue paure, la piccola Lison si spazientisce e si stufa, perché non vuole essere “una pulcina” per la mamma, “una capretta” per il papà, “una gattina” per la nonna, “un’ochetta” per il nonno, ma soltanto una bambina. Tratti leggeri e delicati per le illustrazioni della tedesca Lotte Braüning, con colori pastello, pacati e sobri, che ritraggono le varie paure senza mai “esagerarle”. Da Topipittori l’ennesimo bell’albo, che coniuga con precisione ed eleganza immagini e parole, dedicato ai bambini più piccoli che sanno (e dicono) di avere paura, ma anche a quelli più grandicelli che ormai non vogliono più ammetterlo.

 

 

 

 
 
 
 
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