Lo Stregone dei Venti

Lo Stregone dei Venti
Cassandra, orfana di entrambi i genitori, vive in un collegio femminile ed è la classica combinaguai con l’etichetta della ribelle. Un giorno nell’aula di arte incontra uno strano animaletto che ha messo tutto sottosopra. Accusata dalla preside per il disastro (la chiave della stanza era stata affidata a lei), Cassandra è relegata per punizione nella Torre dell’Orologio della scuola. La ragazza, abituata a questo genere di situazioni, non si ribella e, col curioso animaletto al seguito, prende possesso della lugubre stanza, arredandola con il poco che ha a disposizione: una lampada rossa, alcuni pezzi di stoffa e un quadro raffigurante una casa di pan di zenzero, oggeti ricevuti in eredità da una vecchia zia scomparsa qualche giorno prima.  L’animale, che per Cassandra diventa “CodaLunga”, è rimasto ferito dopo la “battaglia” nell’aula di arte e ha bisogno di cure. Nel tentativo di raggiungere l’infermeria  Cassandra si imbatte però in una nera figura che la trascina via con sé. Si tratta di Ambaradan, lo Stregone dei Venti, che le rivelerà la natura magica dell’eredità. Inseguiti da esseri malvagi, Ambaradan, Cassandra e CodaLunga si rifugiano nell’unico posto dove non possono essere raggiunti: il quadro della zia. La porta di un mondo fantastico in cui è in corso la guerra tra lo Stregone dei Venti e la malvagia Maga dello Stagno Morto…
Lo Stregone dei Venti è una perfetta introduzione al mondo del gothic-fantasy. Il livello di complessità della trama e la profondità psicologica dei personaggi si adattano perfettamente ad un pubblico di giovani lettori (10-14 anni) non ancora a suo agio con gli stilemi e le peculiarità genere. Tra le pagine del libro si trova di tutto un po’ e i canoni del fantasy rappresentano in fondo poco più che una traccia. La pratese Miki Monticelli (classe ’75) - che per Piemme ha già pubblicato la trilogia de Il Libro Prigioniero e La Scacchiera Nera - dà vita a un romanzo che rimanda (alla lontana) alle atmosfere de "Il Castello errante di Howl" ed è tarato alla perfezione su un target di pre-adolescenti (con i limiti insiti in un’operazione del genere). La fluidità di lettura non sempre corrisponde allo spessore narrativo ma non ci sono cadute grossolane e la storia tiene. Insomma un buon prodotto di “alto consumo” come si sarebbe detto anni fa.

 

 

 

 
 
 
 
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