Lontano da qui

Lontano da qui
Alessandra detta Ale vive in un eremo con tre cani - Otello, Desdemona e Mac - e tre cavalli: il vecchio baio Valrob, la palomina Dream e la bellissima puledra Shad. La sua vita è semplice e sana: si alza, cerca nella confusione casalinga qualche vestito da indossare, governa gli animali (le stanze preferibilmente di sabato, secondo tradizione materna), fa una passeggiata in sella a una delle due cavalle fino al fiume o verso il Granaio, dove il giovane vicino Max tiene un maneggio. Si mantiene come grafica free-lance, lavoro che le permette di decidere ora per ora se fissare uno schermo lavorando di mouse nello studio che ha ricavato dabbasso nell’eremo, oppure se cavalcare all’aria fresca, felice e solitaria. Un bel giorno va a trovarla Tommaso, il suo vecchio istruttore nonché fratello del fidanzato della sua migliore amica Elena, per chiederle se può tenere il cavallo di una sua cliente. Alessandra, che non ha nessuna intenzione di “aprire” la sua casa a nuovi cavalli – si sta ancora occupando della crescita di Shad, che ha preso con sé appena domata e che promette molto bene – né di essere forzata a vedere volti sconosciuti, suggerisce a Tommaso di rivolgersi piuttosto a Max, al Granaio. E proprio Elena, che accompagna Tommaso quando ritorna all’eremo, costringe Alessandra a una forzata umanità, che in campagna aveva dimenticato…
Anche per il secondo romanzo dopo l’esordio Oltre l’ostacolo del 2008, Giulia Meli sceglie di narrare in prima persona, e conferma di essere alfabetizzata. Allora erano le voci di Lui e Lei che raccontavano, ognuno dal suo punto di vista, il loro incontro: un saggio di bravura. Adesso, a parlare è una donna che ha abbandonato la città per andare Lontano da qui, come si apprende nella prima parte di un romanzo diviso in Intro, Adagio, Andante e Allegretto, senza peraltro che l’audace struttura sia riportata in un Indice. Una donna che si è risollevata dopo una serie di traumi e si trova per la prima volta ad affrontarli come ricordi: i suoi sono pensieri veloci, ironici, leggerissimi ma toccanti “nel profondo” perché si tratta di lutti, di quelli che cambiano la vita, appunto. Siamo ben lontani dalla grande letteratura, e dalla fiera libertà nei boschi di una Claudine a scuola immaginata da Colette quasi un secolo fa, per esempio. Qui per sedurre il lettore non si va più in là di qualche cavalcata al tramonto o delle emozioni esternate brutalmente, e il risultato è l’incredibilità del contesto: una fuga Lontano da qui a quaranta chilometri da dove è scappata la protagonista. Un romanzo che scorre via al trotto come i cavalli (presenti anche nel primo libro della Meli) montati dalla protagonista, e che potrebbe piacere a una giovanissima romantica che ha qualche difficoltà con la lettura, vista la semplicità di lessico e narrazione. Per adolescenti, con qualche avvertenza.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER