L'orsetto di Fred

L'orsetto di Fred

Basta un niente e le giornate serene di Fred e del suo inseparabile orsacchiotto a Delft sono spazzate via come un soffio di vento. Un giorno, all’improvviso, una chiamata amica e i genitori di Fred comunicano ai ragazzi di radunare assieme le poche cose care da portare via prima di lasciare in fretta la casa e tutto il resto. Inizia così la lunga separazione di Fred dai suoi fratelli, dalla sua mamma e dal papà: troppo pericoloso restare uniti, bisogna dividersi, ma non durerà a lungo, tranquillo, solo per un breve periodo, fino a quando non sarà passata l’onda d’urto… Per fortuna che Fred si è ricordato all’ultimo di portare con sé il suo Orsetto! Il nonno a Fred piace, è simpatico, giocano assieme e stare con lui non e male. Ma Amsterdam non è troppo sicura, anche per strada ci sono pericoli, come quel cane nero che aveva staccato a morsi la testa di Orsetto! La mamma infatti torna e porta via Fred per lasciarlo nascosto, questa volta a casa di una signora che ha accettato  di prendersi cura di lui. I giorni passano lenti e gli inverni sono lunghi: Fred colma la sua nostalgia profonda con la gioia insostituibile della compagnia di Orsetto. Poi l’inverno finisce, la primavera arriva e grida di gioia annunciano che la guerra è finita! La vita riprende, continuerà e si svilupperà nel corso di tanti anni. E Fred e Orsetto non si separano mai, fino a quando dal Memoriale dell’Olocausto Yad Vashem a Gerusalemme arriva un’offerta speciale di un viaggio per Orsetto….

La discriminazione razziale istituita dal nazismo è ormai molto lontana nel tempo e distante da qualsiasi ragione immaginabile e comprensibile, dunque trovare un modo per spiegarla ai bambini non è sempre facile. Queste pagine la raccontano con la prospettiva semplice e incontaminata di un orsacchiotto di peluche, io narrante spaesato di quei terribili anni di guerra durante l’occupazione nazista dell’Olanda nel 1940. Con questo sguardo confuso e stupito, estraneo alle follie di quel mondo umano, i piccoli lettori sono portati dentro la toccante storia di Fred, quasi con un senso di sospensione di fronte a tanta incomprensibile crudeltà. Questa storia "piccola" è al tempo stesso immensamente grande perché ci parla dell’infanzia travolta dall’orrore della guerra, delle laceranti separazioni dalle famiglie, delle fughe, delle paure e delle incolmabili e abissali solitudini di tanti bambini. È una storia realmente accaduta e, malgrado tutto il dolore, è una storia fortunata perché, a differenza di tante altre,  i suoi protagonisti sono fortunatamente sopravvissuti alla persecuzione e hanno potuto meritare un futuro: trasferitosi con la sua famiglia dall’Olanda negli Stati Uniti, Fred Lessing vive tuttora oltreoceano. L’autrice, l’israeliana Iris Argaman, ci racconta a fine volume come l’idea sia nata dall’emozione potente provata nel vedere per caso il vero spelacchiato Orsetto di Fred fotografato nel museo di Gerusalemme; la commozione e il desiderio di volerne proporre e raccontare in un libro la storia vera l’hanno portata a entrare in contatto con Fred Lessing e a iniziare un lungo viaggio di conoscenza che l’ha condotta molto lontano nel tempo fin qui, alle pagine del suo libro. Storia poetica e commovente di amicizia, di sopravvivenza e del valore imprescindibile del ricordo e della memoria.



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