Lupo cattivo

Lupo cattivo
“Lupo Cattivo si chiamava proprio così: LUPO CATTIVO. Perciò tutti credevano che fosse cattivo per davvero”. A causa del suo nome e del suo pelo ispido e delle sue sopracciglia grosse e basse nessuno va mai a trovarlo a casa sua. Un giorno però Biscia Velenosa, che tutti pensano sia davvero velenosa, decide di andare a vivere con lui per avere compagnia; poi arrivano Porcello Puzzolente, "puzzolente" soltanto di nome, Coniglio Pauroso, che invece non ha paura di niente, ed infine Gazza Ladra, che non ha mai rubato nulla in vita sua. Ognuno di loro, con l’aiuto degli altri, si costruisce la propria tana vicina a quella degli amici ed insieme danno vita a una piccola comunità. Sarà Iena Ridente alla fine a scoprire che questi animali non sono quello che sembrano e a convincerli a cambiare nome...
Lupo cattivo è un albo che piacerà molto ai bambini della scuola dell’infanzia, ma saprà far sorridere anche quelli un po' più grandi (fino ai primi anni delle elementari, direi). Le illustrazioni di Nicoletta Bertelle sono caratterizzate da un tratto elementare e statico, quasi infantile, e da pennellate graffiate con linee, fiori e decorazioni che riescono a dare movimento al disegno e ad armonizzarlo con lo sfondo bianco e colorato della pagina. Occupano spesso l’intera pagina, rafforzando, a volte anticipando il significato delle parole scritte, e rendendo con immediatezza il senso della storia. L'effetto terrorizzante dato dalla figura del lupo nero è in parte neutralizzato dalla scelta di rappresentarlo, a partire dalla copertina, sempre su sfondo bianco: come dire, fifa sì ma, tranquilli, in fondo è soltanto un lupo! Su questa falsariga, dai testi di Maria Loretta Giraldo arriva un po' per volta un messaggio che il piccolo lettore riuscirà a comprendere nel corso della storia sempre più in profondità: andare oltre le apparenze per vivere bene insieme. Una racconto di amicizia e di fiducia, scandito da situazioni che si ripetono - il suono del campanello, la presentazione di un nuovo personaggio, la costruzione di ogni casetta - con un finale che lascia  sulle labbra un dolce sorriso. Nessuno è completamente buono o cattivo; a volte gli stereotipi, anche soltanto un banale soprannome, possono creare barriere insormontabili e impedire la comunicazione.

 

 

 
 
 
 
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