Madelief – A testa in giù nel cestino

Madelief – A testa in giù nel cestino
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Madelief entra in classe un po’ intimidita perché tutta la classe la sta guardando. Sussurra il suo nome e il maestro, bizzarro e molto simile a un cowboy, le chiede che cosa sia venuta a fare. Che domanda! La bambina spiega di essere stata assegnata a quella classe. Le compagne e i compagni di scuola, vivaci e chiacchierini, la accolgono con simpatia, ma il maestro è molto strano, sembra quasi fuori posto nella classe e ha l’aria terribilmente stanca. Madelief e la sua amica Tineke una mattina vengono invitate dal maestro ad ascoltare quello che dicono gli uccelli e le galline nel cortile della scuola. Devono fare silenzio, per poter capire bene e interpretare il linguaggio dei volatili, che il maestro annota addirittura su un suo quadernetto. Poi l’uomo assegna un compito alle bambine: saranno loro per un po’ a dover annotare gli strani dialoghi degli uccelli e, solo dopo avere riempito una paginetta, potranno salire in classe. Il maestro, nonostante la sua bizzarria, è un tipo molto amichevole, per questo Madelief lo invita a casa sua e, dopo un po’, egli accetta l’invito. La bambina vuole mostrargli la sua camera e tutte le cose alle quali tiene, ma il maestro dialoga a lungo con la mamma. Il dialogo è costellato di termini incomprensibili per Madelief, termini come “cacofonica”, “contrassunto”, “patatrocchio”, “rimbrottonata”, se ben li intende. Ma, soprattutto, il dialogo è troppo lungo, infinito e Madelief è costretta a saltare sul tavolo urlando per farsi ascoltare…

A testa in giù nel cestino è il terzo episodio tradotto in Italia delle avventure di Madelief, bambina simpatica, curiosa, attivissima, coraggiosa, ma anche spesso impaziente e un po’ monella come alla sua età è normale che sia. Il suo sguardo sugli episodi della vita quotidiana, amiche, amici, una mamma troppo esigente, è colmo di vivace stupore. Il contesto principale nel quale Madelief si muove in questo terzo libro è la scuola e soprattutto il maestro che sa renderla divertente, mai monotona, proprio a misura di bambina e di bambino. La penna magistrale di Guus Kuijer – efficacemente affiancata dalle matite di Marta Baroni – racconta con leggerezza e ironia, in capitoli brevi scritti con stile essenziale ciascuno dei quali costituisce un episodio concluso, la minuscola epopea della bimba. Kuijer, importante scrittore olandese contemporaneo per bambini e ragazzi, è nato ad Amsterdam nel 1942. Il suo primo libro dedicato alla piccola Madelief, Madelief. Lanciare le bambole, che risale al 1975, è stato pubblicato in Italia da Camelozampa solo nel 2017. Il romanzo è stampato con caratteri Easyreading ad alta leggibilità, adatti a tutti i lettori e fondamentali per chi è dislessico.



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