Mamma Farfalla

Mamma Farfalla
La protagonista ha otto anni, vive in Calabria, è vivace, ama camminare scalza e sorprendersi di cosa toccano i suoi piedi. Sua nonna la chiama ‘sciatu’, che in siciliano significa respiro. È un maschiaccio, le piace arrampicarsi sugli alberi, poco le importa se giocando si graffia le gambe. Va a scuola, studia ed ha una simpatia per Danilo, un suo compagno. Tutte le volte che incontra il suo sguardo sente le farfalle nello stomaco e arrossisce violentemente. Vive con i suoi genitori ed è felice. Un giorno però un imprevisto bussa alla sua porta di bambina e lei deve imparare a convivere con l’idea che sua madre sia malata. Pian piano i capelli della mamma iniziano a cadere, le forze a mancarle e la paura si fa spazio in lei. I nonni abitano in Sicilia, in una grande casa in campagna. Insieme a mamma e papà va spesso a trovarli durante l’anno, ma è l’estate che li vede tutti insieme per tanto tempo in quella grande casa all’ombra dei noccioli. Quest’anno però andrà da sola, sua madre deve curarsi e suo padre deve restarle accanto. Ha voglia di riabbracciare i suoi cugini, di giocare con loro, di cogliere fichi e uva, di costruire archi e frecce con i rami di nocciolo. Ha voglia del profumo della sua nonna e dei racconti di suo nonno, ma sa che le mancherà la mamma…
Uno spaccato di una Sicilia lontana, ferma in un passato dai contorni sfumati, emerge da questo racconto di Daniela Valente che con le parole ha saputo trasmettere immagini forti, profumi penetranti ed atmosfere cariche di colori che ben si sposano alle illustrazioni di Marcella Brancaforte. Un piccolo libro che sa affrontare con garbo le paure e i cambiamenti che nella vita ognuno deve affrontare. Così, mentre a scuola impara come un bruco diventa farfalla, una bambina vede la mamma guarire pian piano e la sua simpatia per Danilo trasformarsi in qualcos’altro. E poi l’amicizia, l’amore, la spensieratezza dei giochi estivi, la mani esperte del nonno, la ricette della nonna. Poi le stagioni che cambiano, l’inverno che torna e la primavera che di nuovo è pronta per tornare a stupire, a riempire di fiori profumati la campagna e far maturare fichi, uva e noccioli.

 

 

 

 
 
 
 
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