In mezzo al mare — Storie di giovani rifugiati

In mezzo al mare — Storie di giovani rifugiati

Nel 1939, Ruth ha diciotto anni e vive a Breslavia, nella Germania nazista. Lei e la sua famiglia, dopo due anni in cui provano a scappare, riescono finalmente a salire sulla “St. Louis”, un lussuoso transatlantico diretto a L’Avana, la capitale di Cuba. Per farlo hanno dovuto consegnare tutti i loro averi ai nazisti, ma la scelta si è rivelata obbligata, perché la loro vita in Germania è diventata impossibile: Ruth non poteva più frequentare la sua scuola, a suo padre era proibito esercitare la sua professione di avvocato, i loro appartamenti sono stati sequestrati e i nazisti incendiano negozi e case degli ebrei. Ruth è felice di salire su quella nave, ma non sa che, dall’altra parte dell’oceano, i cittadini cubani protestano perché i 936 ebrei non sbarchino nel loro Paese. Anche nel porto di Miami, ai rifugiati è proibito entrare e la nave è costretta a rientrare in Europa... Nel 1979, Phu ha 14 anni e vive a Saigon, nel Vietnam del Sud occupato dall’esercito del Nord. Se sua madre non avesse pagato un trafficante, Phu avrebbe dovuto arruolarsi per la guerra contro la Cambogia. Così Phu prende quella barca stracarica su cui trascorre quattordici giorni in mare, fino ad approdare in Malesia, dove viene portato in un campo con gli altri profughi e ci rimane per otto mesi... Nel 1980, José ha 13 anni e vive a Santi Spiritus, a Cuba. La sua famiglia ha subito la repressione del governo comunista del paese ed ora Fidel Castro, dopo l’irruzione nell’ambasciata del Perù, ha dichiarato che gli oppositori sono liberi di emigrare negli Stati Uniti. Il peschereccio rimane 18 giorni in mare prima di essere salvato dalla guardia costiera americana, ma la vita nei sobborghi di New York non si rivela affatto semplice... Nel 2000, Najeeba ha undici anni e vive in un villaggio nella provincia di Bamiyan, in Afghanistan. La sua famiglia appartiene alla minoranza hazara perseguitata dagli estremisti islamici e si vede costretta ad abbandonare il paese, vendendo tutto ciò che possiede ad un trafficante per essere portata in Australia. Si accalcano per dieci giorni su un peschereccio che, dopo una tempesta, imbarca acqua. Le autorità della Marina australiane non possono negare il soccorso, ma l’attesa dell’asilo dura sei settimane all’interno di un centro di detenzione... Nel 2006, Mohamed ha tredici anni e vive nel villaggio di Maple, in Costa d’Avorio, quando i suoi genitori vengono uccisi nel bombardamento dei ribelli. La guerra civile infuria e suo fratello fugge lasciandolo solo. Dopo qualche mese, anche lui decide di fare lo stesso. Cammina fino ad arrivare in un campo di rifugiati in Nuova Giunea, lavora per riuscire a pagare i trafficanti per arrivare in Libia e dopo lunghe sofferenze riesce ad imbarcarsi per l’Europa su un barcone con altri trentadue passeggeri, due dei quali lasciati alla guida. Arrivano a Malta e vengono portati nel capo profughi dove per un anno vengono trattati come prigionieri. Ma il viaggio è ancora lungo prima di arrivare a Roma...

Le cinque storie vere raccontate nel libro In mezzo al mare partono da luoghi e periodi storici diversi, da dopoguerra ai giorni nostri, ma sono unite da un filo rosso: sono storie di fuga. Cinque storie di rifugiati, “boat refugees”, raccolte da Mary Beth Leatherdale attraverso testimonianze ddirette raccolte con l’aiuto di ONG, giornalisti, volontari e associazioni: tutti sono giovani, tutti attraversano il mare, tutti fuggono da guerre, povertà e persecuzioni. Tutti affrontano un viaggio impossibile, fatto di sofferenze infinite, ed approdano finalmente in una terra straniera che però non li accoglie a braccia aperte. L’autrice sceglie cinque storie di giovani migranti che ce l’hanno fatta, ora stanno bene: “Il coraggio che hanno dimostrato lasciandosi alle spalle tutto ciò che amavano per cercare pace e sicurezza, e la resilienza con cui hanno affrontato viaggi terrificanti, riporta la speranza in ciò che la vita rappresenta. Non solo per loro, ma per tutti noi” - spiega l’autrice nell’introduzione - noi che leggiamo questo libro e abbiamo avuto la fortuna di nascere nella parte del mondo benestante e pacifica. L’autrice è presidentessa della sezione canadese di Ibby, organizzazione internazionale no-profit che si impegna per garantire e difendere il diritto di bambini e ragazzi ad accedere alla lettura. A Lampedusa, la Biblioteca Ibby per ragazzi collabora con l’Istituto Omnicomprensivo L. Pirandello in un progetto di alternanza scuola-lavoro per tradurre il libro pubblicato in Canada, Stormy Seas il titolo originale. Coordinati da Mariella Bertelli, volontaria di IBBY Canada, gli studenti della scuola secondaria di II grado di Lampedusa traducono le storie. “L’isola – spiega la Bertelli - è stata da sempre crocevia di tante persone in cammino verso l’Europa in cerca di una vita migliore”, per questo luogo e studenti di questa terra hanno saputo “accogliere con la giusta disposizione questo libro”, il cui introito andrà in parte a sostenere la Biblioteca – un euro per ogni copia venduta. Le illustrazioni di Eleanor Shakespeare arricchiscono le numerose informazioni del testo, vario anche dal punto di vista grafico, con una composizione che unisce disegni, schizzi, foto, ritagli in uno stile che attrae lo sguardo, facilitando la lettura.



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