In mezzo alla fiaba

In mezzo alla fiaba
Brutta rogna doversi guardare dal lupo, un tipo senza rimorso né vergogna: mai essere teneri con i lupi ma duri, non farsi abbindolare…A tutti servirebbe un fratello che nel momento più scuro resti al proprio fianco…Non bisogna mai temere di fare brutta figura nel dire cosa si vede che è meglio sbagliare che farsi cucire addosso un vestito da cretino…Una torre non è un brutto posto per aspettare, per guardare cosa succede spingendo lo sguardo fin dove si vede…

Sono venti le fiabe raccontate dai versi di Silvia Vecchini e dalle illustrazioni di Arianna Vairo. E il divertente sta nell’indovinarle tutte perché né i testi né le tavole rendono immediato capire a quale fiaba si riferiscano. È come se in mezzo ad ognuna di loro ci fosse una voce nascosta, diversa da quella del narratore, che “ha visto, sentito, rischiato, perso, vinto, capito” e che ora invita noi lettori a una caccia al tesoro. Il tesoro qual è? Rincorrere intuizioni e ricordi lontani, ricomporre un puzzle fatto di immagini, voci, sensazioni. Scoprire con stupore che quella fiaba, sì, proprio quella che ci narravano da bambini, ci emoziona oggi come allora.

 

 

 

 
 
 
 

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