Mio Papà Supermuscolo

Mio Papà Supermuscolo
Lisetta è una bimba speciale perché ha un papà diverso da tutti gli altri. O meglio, un papà non ce l’ha (anche se ha una mamma che la ricopre di coccole), però la fantasia le ha regalato un papà Supermuscolo. È un sollevatore di pesi, grande e forte, indossa sempre una tutina attillata gialla e azzurra, ha una serie di medaglie d’oro che gli pendono dal braccio e va matto per il succo alla carota. Papà Supermuscolo porta Lisetta a scuola tenendola su un solo braccio, la apostrofa come “la cosa più carina e strameglio che ci sia”, ma soprattutto le dà ottimi consigli. La aiuta ad esempio a ridimensionare i problemi con due compagne di scuola, Ida ed Emma, che la ribattezzano Lisetta – Puzzetta e si inventano ogni giorno regole diverse per non farla giocare con loro al salto della corda, facendola passare tra l’altro per un’attaccabrighe. Ma soprattutto papà Supermuscolo la aiuta a capire come comportarsi con la sua prima vera amica, Kemira, appena arrivata nella sua classe: una bambina speciale, chiacchierona come Lisetta e con una benda all’occhio (“Sono l’amica del cuore di Kemira! E mi sembra che dentro di me ci siano delle grandi bolle di sapone. Bolle di sapone che non scoppiano”). Lisetta e Kemira si prendono da subito in simpatia ma la nuova arrivata finisce per essere contesa tra Lisetta ed Emma e Ida. Papà Supermuscolo saprà trovare le parole giuste per spiegare alla sua bambina che “se nel profondo si è amici, si è sempre amici, anche quando si litiga”. E anche per farle capire che, soprattutto ora che ha trovato una vera amica, lui può tornare ad allenarsi e “sparire”… Come è giusto che sia.
Una bellissima storia, quella di Lina Lundh, su quanto è importante avere accanto qualcuno che ci ami e sulla scelta di fare ricorso alla fantasia per star meglio quando le cose non vanno. La mancanza di un genitore, la difficoltà nell’essere accettati dal gruppo e nel mantenere le amicizie sono affrontati con delicatezza, soprattutto negli interventi del papà Supermuscolo, un eroe non tanto per le medaglie vinte o la straordinaria forza fisica, quanto per la capacità di dire sempre la cosa giusta, quella capacità che ogni papà dovrebbe avere. Il libro è illustrato magistralmente da Sara Not: le sue bambine ricordano in particolare lo stile “narrativo” di Christine Nöstlinger Jr, mentre spassosissima è la rappresentazione del papà Supermuscolo, con bicipiti in vista, gambette sottili, e un bellissimo tatuaggio con il nome di Lisetta sul braccio. Quello stesso braccio sul quale la bambina si “siede” ogni mattina per andare a scuola.

 

 

 

 
 
 
 
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