Miti romani

C’era una volta il Caos. L’universo era come la stanza di un bambino dopo una giornata intera di giochi: un caos, appunto. E c’erano una volta forze in lotta tra loro, e un dio chiamato Giano, con “una faccia davanti e una dietro, al posto della nuca”. Ci pensò lui a ordinare il Caos, e così iniziò il mondo come lo conosciamo noi. Soddisfatto, Giano si ritirò a riposare su un colle boscoso, destinato in seguito a prendere il nome proprio da lui (avete presente il Gian-icolo?). Su quel colle un giorno capitò un altro dio, un certo Saturno: vecchio, crudele e capace di “ingurgitare i figli in un boccone”. Giano non fece una piega, anzi accolse a braccia aperte Saturno e pian piano gli cedette il comando, dato che il nuovo arrivato conosceva il segreto dell’agricoltura e donandolo agli uomini avrebbe dato il via a un’età dell’oro, cosa che effettivamente avvenne. Il tempo passò e passò, e l’età dell’oro - in cui succedeva poco e niente - lasciò il posto all’età delle storie…
Muovendosi – come del resto spiega chiaramente nell’introduzione – nel solco del canone mitologico latino come enunciato da Licia Ferro e Maria Monteleone e facendo riferimento a Ovidio, Virgilio, Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso e Plutarco, l’autrice racconta a suo modo alcune leggende-cardine della tradizione romana arcaica: Pico e Canente, Ercole e Caco, Tagete, Enea, la Sibilla Cumana, Romolo e Remo, il ratto delle Sabine, Nume ed Egeria, Orazio Coclite, Muzio Scevola, Clelia, le oche del Campidoglio. Il linguaggio è ricco, immaginifico e colto, la riflessione domina sulla descrizione. L’operazione editoriale e letteraria della Susani, per capirci, è tutto sommato più simile a quella fatta da Erri De Luca negli ultimi anni con la Bibbia che non a quella di Laura Orvieto negli anni ’60 quando adattò i medesimi miti romani. Se lo stile delle illustrazioni di Rita Petruccioli è perfettamente in linea con il target del volume (da 7 anni in su, come precisato in IV di copertina), i testi sono troppo ricercati e ci si sofferma troppo spesso su concetti troppo elevati o eventi poco gestibili da piccoli lettori: per fare un esempio pratico, ho avuto serissime difficoltà a spiegare a mia figlia di 7 anni in cosa consistesse lo stupro di Lucrezia e la sua conseguente “perdita dell’onore”. Perfetto per i papà e le mamme interessati alla mitologia romana, che tratta con acume e sensibilità, il libro rischia di essere noioso e poco comprensibile per i bambini di scuola primaria: un peccato davvero.

 

 

 

 
 
 
 
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