Mr. Pym

Mr. Pym
“Questo è Mr. Pym. Sembra piccolo. E in effetti lo è. Ma, in fondo, ... non così piccolo come sembra”. Vive in un appartamento tutto suo, ha il posto auto in garage, prende l’ascensore da solo, si lava i calzini da solo, va alle giostre da solo, …
Mr. Pym è un bambino. Lo dico perché non è così scontato, soprattutto se ci si basa soltanto sul “Mr.” e sull'abbigliamento. Gessato azzurrino, camicetta bianca, cravattino rosso, calzini lunghi (a rombi), scarpe di cuoio sagomate (col tacco), pantaloncini corti... Ecco, in effetti i pantaloncini corti (sopra il ginocchio) mettono sulla strada giusta – di adulti con questo look mi viene in mente soltanto il chitarrista degli AC/DC – ma, allo stesso tempo, lo proiettano indietro nel tempo, a un'epoca in cui i rampolli delle famiglie alto-borghesi dovevano distinguersi alla prima occhiata. Mr. Pym si comporta da bambino. Trascina con un filo un’automobilina con un orsetto a bordo, si traveste, per giocare si immerge nella sua immaginazione. Insomma, se un appunto si può fare a un bambino così esemplarmente indipendente è proprio la sua indipendenza, così assoluta da apparire all’inizio anche un po’ inquietante. Per fortuna l’epilogo sembra stare lì apposta per rassicurare noi adulti e per suggerire ai piccoli che nessuno basta a se stesso. Mr. Pym alle giostre si imbatte in una buffa bimbetta con le code all’insù che lo scuote dal suo solipsismo e lo introduce ai piaceri della condivisione e dell’amicizia. Quello che prima faceva da solo avrà un sapore nuovo… e migliore. Illustrazioni dai tenui colori pastello che emergono dal flou del contorno, arredi e automobili anni Cinquanta, Andrea Morucci - che non nasconde la sua formazione pubblicitaria - ce la mette proprio tutta per donare alle sue tavole una bella patina vintage. E tutto funziona anche, e soprattutto, grazie al personaggio principale che riesce da subito ad attirare simpatia e tenerezza: un Pocoyo retrò, meno cinetico e più romantico. Naturalmente, Mr. Pym è soltanto il primo libro di una serie: Il gioco di leggere ha già pubblicato l’episodio natalizio e altri, ci auguriamo, verrano poi.

 

 

 

 
 
 
 
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